Alla fine di giugno 2026, le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari superano quota 12 milioni, attestandosi a 12,2 milioni di unità. Lo comunica l’aggiornamento periodico di Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), secondo cui, rispetto a dicembre 2025, l’incremento è di 558.000 posizioni. Al netto delle posizioni multiple di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, il totale degli iscritti sfiora gli 11 milioni.
Covip evidenzia come per i Fondi negoziali la crescita delle posizioni sia stata robusta: 311.700 unità (+6,9% rispetto a dicembre 2025), per un totale complessivo di 4,826 milioni: “La quota maggiore di nuovi ingressi deriva dall’entrata a regime del meccanismo del silenzio/assenso per i dipendenti pubblici della scuola assunti a tempo indeterminato a partire dal 2019: il Fondo di categoria registra, infatti, 239.800 posizioni totali a fine giugno, 119.600 in più rispetto a dicembre 2025. Incrementi significativi si riscontrano anche nel Fondo destinato ai lavoratori del commercio (+36.700), in quello dei metalmeccanici (+30.500 posizioni) e nel Fondo destinato al pubblico impiego (+25.200 posizioni)”. Nelle forme pensionistiche di mercato, invece, più dinamico è il settore dei Fondi aperti, per il quale si contano 140.000 posizioni in più (+6,2% rispetto a dicembre 2025); i PIP crescono di 103.600 posizioni (2,6%). A fine giugno 2026, il totale delle posizioni si attesta, rispettivamente, a 2,402 milioni di unità per i fondi aperti e a 4,075 milioni per i PIP.
Nel corso del primo semestre del 2026, Covip riferisce poi che Fondi negoziali, Fondi aperti e PIP hanno raccolto nel complesso contributi per 8,9 miliardi di euro, in crescita del 13,4% sul corrispondente periodo del 2025. L’incremento risulta maggiore per i Fondi aperti (19,2%) e vicino alla media generale per i Fondi negoziali (12,%), di poco inferiore per i PIP (10%). Il totale delle risorse destinate alle prestazioni è invece di 273,2 miliardi di euro, il 4,3% in più rispetto alla fine del 2025. Covip evidenzia che l’incremento è all’incirca in egual misura derivante dal saldo positivo della gestione previdenziale e dal risultato della gestione finanziaria, tornato positivo nel secondo trimestre per effetto del recupero dei corsi dei titoli in portafoglio. L’attivo netto è di 86,6 miliardi di euro nei Fondi negoziali; si attesta a 45,9 miliardi nei Fondi aperti e a 61,9 miliardi nei PIP.
Guardando ai rendimenti, nel primo semestre del 2026, le forme di previdenza complementare “hanno conseguito risultati positivi, trainati soprattutto dal recupero dei corsi dei titoli azionari in un contesto che, tuttavia, resta caratterizzato dal perdurare dell’incertezza legata all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente”, scrive la Commissione. Per i comparti azionari i rendimenti medi sono stati pari al 6,7% nei Fondi negoziali e al 6,8% in quelli aperti; nei PIP di ramo III il rendimento è stato dell’8,1%. Nelle linee bilanciate i risultati sono in media pari al 4% nei Fondi negoziali, al 4,4% nei Fondi aperti e al 4,7% nei PIP. Si registrano rendimenti medi positivi anche per i comparti obbligazionari e garantiti.
Valutando i rendimenti su orizzonti temporali più lunghi e coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, nel periodo che ai 10 anni dall’inizio del 2016 alla fine del 2025 aggiunge anche i primi sei mesi del 2026, i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano tra il 5,6 e il 5,2% per tutte le tipologie di forme pensionistiche, mentre per le linee bilanciate, i rendimenti medi sono compresi tra il 2,2 e il 3,2%. La maggior parte delle linee garantite e obbligazionarie mostra invece rendimenti medi positivi ma inferiori all’1% e le gestioni separate di ramo I dei PIP, che contabilizzano le attività al costo storico e non al valore di mercato, ottengono un rendimento medio dell’1,5%. Nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR è risultata pari al 2,6%.
Osservando infine la distribuzione dei risultati dei singoli comparti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e le diverse linee di investimento, i dati di Covip mostrano che tutti i comparti azionari e buona parte di quelli bilanciati mostrano rendimenti più elevati rispetto ai comparti obbligazionari e a quelli garantiti. In ogni tipologia di forma pensionistica, i risultati dei comparti azionari, e nei fondi negoziali anche quelli dei comparti bilanciati, superano la rivalutazione del TFR. Per ciascuna tipologia di linea di investimento, i Fondi negoziali mostrano, nel complesso, una dispersione dei rendimenti dei singoli comparti inferiore a quella dei Fondi aperti e dei PIP.
I principali dati statistici della previdenza complementare a fine giugno 2026 sono disponibili cliccando qui.
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