Con i due nuovi veicoli pronti, Cassa Forense si appresta a sottoscrivere le prime quote
La Sicav e la Sicaf accoglieranno fino al 25% del patrimonio dell’Ente, l’una per investimenti a bassa volatilità e tracking error e l’altra con ottica evergreen
24/07/2026
Redazione MondoInstitutional
STAMPA

Il progetto di costituzione di due veicoli dedicati da parte di Cassa Forense (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense), avviato con le prime delibere a partire dalla fine del 2023, si appresta a vedere la luce. L’Ente, infatti, è in procinto di deliberare le prime sottoscrizioni delle quote dei comparti dei due veicoli, una Sicav e una Sicaf, creati per accogliere fino al 25% del patrimonio della Cassa. Enrico Cibati, Dirigente Responsabile della Direzione Investimenti di Cassa Forense, intervistato da MondoInvestor, fornisce un aggiornamento dello stato dell’arte del progetto, chiarendone la logica e spiegando che da un lato la Sicav accoglierà gli investimenti sui mercati quotati, suddivisi in cinque comparti e che dovranno essere gestiti con strategie a bassa volatilità e basso tracking error; dall’altro lato la Sicaf ospiterà gli investimenti di private market, suddivisi in quattro veicoli e gestiti con una logica evergreen, reinvestendo i proventi nella stessa strategia. I nuovi veicoli, inoltre, saranno finanziati tramite la liquidità dell’Ente nel corso dei prossimi anni e non verranno trasferiti i fondi o le attività finanziarie ora in portafoglio, se non nel caso dei due comparti ad apporto, come chiarisce Cibati.

Nel mese di gennaio avete affidato il servizio di amministrazione e gestione di due diversi veicoli, uno aperto e uno chiuso, a Fondaco Lux. Innanzitutto, qual è la logica dell’istituzione di questi veicoli e quali le loro finalità?
La società Fondaco Lux è risultata vincitrice di una gara europea avviata da Cassa Forense per la selezione del gestore esterno di due nuovi veicoli di investimento, una Sicav ed una Sicaf, ambedue di diritto italiano. Nel dicembre 2025 abbiamo firmato il contratto di gestione e ci apprestiamo a deliberare le prime sottoscrizioni delle quote dei comparti in cui sono articolati i veicoli. L’idea alla base del progetto di costituire una Sicav e una Sicaf di diritto italiano interamente ed esclusivamente possedute da Cassa Forense (socio unico) deriva dal voler razionalizzare la gestione del patrimonio dell’Ente tenendo conto delle dimensioni raggiunte e della sua natura previdenziale con un’ottica gestionale di lungo periodo. Una parte del patrimonio dell’Ente, sino al 25%, sarà destinata ai due veicoli, investendo in modo differenziato nei vari comparti ma sempre nel rispetto dell’asset allocation approvata dal Comitato dei Delegati di Cassa Forense.

Come sono strutturati i veicoli e quale governance hanno? In che modo Cassa Forense manterrà il controllo e il presidio sugli investimenti?
I due veicoli sono strutturati in comparti e prevedono la possibilità da parte della management company (Man.Co.) di indicare dei gestori delegati che abbiano le caratteristiche migliori per gestire il singolo comparto. Per quanto riguarda la Sicav i comparti previsti ad oggi sono cinque: obbligazionario governativo globale, obbligazionario corporate investment grade, obbligazionario corporate ad alto rendimento, azionario globale, e infine un comparto ad apporto di asset da parte del socio unico. Per quanto riguarda la Sicaf i comparti sono quattro: private equity, private debt, infrastrutture e infine il comparto ad apporto.

Quali risorse e investimenti trasferirete, e come saranno gestiti?
Cassa Forense investirà a regime nella Sicav 3 miliardi di euro e nella Sicaf 1 miliardo di euro. L’investimento sarà completato in alcuni anni sottoscrivendo i vari comparti con liquidità dell’Ente e non attraverso il conferimento di fondi o altri prodotti finanziari se non nei rispettivi comparti ad apporto. 
Non è da escludere che al termine di questa prima fase che potrebbe durare approssimativamente cinque anni, si possa in seguito proseguire ad investire nei veicoli da parte del socio unico, tenendo ben presente il limite massimo del 25% del totale del patrimonio dell’Ente. La gestione dei comparti della Sicav sarà orientata ad una attività di tipo a bassa volatilità e a bassa tracking error, direi quasi un’attività di investimento di tipo semi passivo. Nel caso della Sicaf i comparti saranno gestiti come degli evergreen, senza una scadenza vera e propria, ma con una logica di reinvestimento dei proventi nella stessa strategia.

All’interno dei nuovi veicoli troveranno spazio anche investimenti dedicati all’economia italiana, come partecipazioni strategiche in aziende quotate o non quotate, o fondi di private market specializzati?
Vista la rilevanza che questo tipo di strategie hanno per il Paese e per la platea di iscritti a Cassa Forense saranno seguite direttamente dall’Ente attraverso la Direzione Investimenti. Ad oggi non è quindi previsto che si utilizzino i veicoli per tale scopo. La previsione però che vi siano i due comparti ad apporto, uno nella Sicav e uno nella Sicaf potrebbe tornare utile nel momento in cui Cassa Forense ritenesse possibile sfruttare i veicoli per la gestione di progetti riguardanti alcune partecipazioni o per conferire fondi di private equity con particolari scopi di sviluppo e crescita economica. 

L'intervista integrale è stata pubblicata su MondoInvestor nr. 263 di maggio 2026

© 2026 MondoInstitutional - Riproduzione riservata
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter periodica, sarai costantemente aggiornato sul mondo degli Investitori Istituzionali. L’iscrizione è gratuita!
Per visualizzare l'Informativa Privacy, cliccare qui