"Incentivare il ruolo di investitori istituzionali delle Compagnie"
Le riflessioni espresse dal Presidente di Ania Giovanni Liverani all'interno della Relazione Annuale dell'Associazione
03/07/2026
Redazione MondoInstitutional
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“Dodici mesi fa, da questo stesso palco, avevo lanciato una sfida comune: un “Patto per un’Italia protetta e quindi più forte e competitiva”. Oggi, lo scenario globale non ci concede il lusso di rallentare, tutt’altro. Viviamo in un’epoca di frammentazione geopolitica, di spinte neo-protezionistiche e di tensioni commerciali internazionali, di guerre, che generano inflazione, recessione, volatilità sui mercati finanziari, effetti economico/finanziari ma anche rischi materiali mai visti prima”. Parte da qui la Relazione Annuale del Presidente di Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) Giovanni Liverani, presentata ieri (2 luglio, ndr) in occasione dell’Assemblea Annuale dell’Associazione.
Liverani ha innanzitutto rimarcato che, in questo contesto geopolitico e macroeconomico complesso, l’Italia sta dimostrando una tenacia straordinaria, “ma la tenacia da sola non basta se non è sostenuta da un’infrastruttura di protezione che consenta a famiglie e imprese di guardare al domani con serenità e ottimismo e che garantisca al sistema socioeconomico le risorse necessarie da investire con coraggio. È esattamente in questo spazio che si inserisce la missione sociale ed economica del settore assicurativo”. 
Per il Presidente, sovente il settore assicurativo è prigioniero di un cliché obsoleto, polveroso e profondamente ingeneroso: “L’assicurazione non è un costo forzoso o una tassa sulla paura. L’assicurazione è l’esatto contrario: è uno scudo di protezione contro le avversità ma anche una leva di sviluppo, di finanziamento all’economia reale, un generatore di stabilità, libertà ed emancipazione. Noi non siamo accumulatori di ricchezza fine a sé stessa, come qualcuno ingenerosamente pensa. Noi siamo portatori di resilienza economica nel Paese. Convertiamo l’incertezza che paralizza consumi e investimenti in un rischio calcolato e gestibile. Trasformiamo il risparmio di lungo termine in linfa per il settore produttivo. Ed è questo che genera stabilità finanziaria, coesione sociale e fiducia nel futuro. Certo, per far questo il nostro fattore di produzione principale è il capitale finanziario: un capitale che deve esser disponibile anche negli scenari più stressati e che dobbiamo attrarre sui mercati finanziari mediante un’adeguata remunerazione; la quale, non dimentichiamolo, per almeno un terzo diventa gettito fiscale”.

Le dimensioni del valore generato
Il Presidente Liverani ha poi espresso profonda soddisfazione per il lavoro svolto dalle imprese associate, con dati consolidati che evidenziano numeri di assoluto rilievo. La raccolta premi complessiva ha raggiunto i 182 miliardi di euro, segnando una crescita solida del 7,8%. Un incremento simmetrico che vede il comparto Danni crescere del 6,5% e il comparto Vita confermare la sua traiettoria di sviluppo oltre l’8%. La solidità patrimoniale complessiva, misurata da un Solvency Ratio medio settoriale saldamente al 274%, si  posiziona ai vertici europei, “confermando le nostre Compagnie come una roccia di stabilità per l’intero sistema macroeconomico italiano. Siamo il primo investitore istituzionale privato dell’Italia: con oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, dei quali circa un quarto allocati nel nostro debito sovrano, finanziamo direttamente lo sviluppo della nazione, le sue infrastrutture e la sua economia reale. Contribuiamo, e lo dico con un certo orgoglio, con circa 14 miliardi di euro alle entrate fiscali dello Stato, tra imposte dirette ed indirette, e offriamo a circa 300 mila famiglie che operano nella nostra filiera, posti di lavoro caratterizzati da qualità e stabilità seconde a nessun altro comparto produttivo”, ha proseguito il Presidente.

L’impatto sulla realtà quotidiana
L’opinione di Liverani, però, è che la metrica che descrive meglio la missione delle assicurazioni sia l’impatto reale sulla vita delle persone: “Nell’ultimo anno, il settore ha erogato 42 miliardi di euro, di cui 27 per risarcire gli oltre 18 milioni di clienti danneggiati e 15 miliardi per polizze di rischio legate alla vita umana, nonché ha trasferito circa 93 miliardi ai suoi clienti sotto forma di rendite, riscatti e prestazioni di altro genere nell’ambito delle gestioni finanziarie Vita. Questa è la nostra identità: siamo uno scudo di protezione e al tempo stesso una leva di equità sociale, per le famiglie e per le imprese che altrimenti dovrebbero disporre di risorse finanziarie liquide per centinaia di volte superiori al premio di assicurazione necessario e che mai come oggi farebbero fatica a reperire. Questo è il valore che portiamo all’Italia”.
Il Presidente si è poi soffermato su alcune iniziative portate avanti dall’Associazione nel corso degli ultimi 12 mesi. “Abbiamo fatto divulgazione ed educazione assicurativa: chi capisce l’assicurazione, la utilizza. Ecco perché anche grazie al protocollo di intesa che abbiamo stipulato con il Ministro Valditara siamo entrati nelle scuole con la nostra Fondazione. Abbiamo reso operativa la messa in sicurezza del settore produttivo italiano dalle catastrofi naturali: è finito il tempo delle proroghe all’obbligatorietà di copertura e, nonostante la penetrazione complessiva del sistema imprenditoriale sia ancora troppo contenuta, l’abbiamo raddoppiata in meno di un anno”, ha spiegato, aggiungendo: “Abbiamo finalmente aperto il cantiere della previdenza integrativa: troppo pochi sono ancora i lavoratori iscritti. Oltre due lavoratori su tre saranno esposti al rischio povertà quando saranno anziani. Servono educazione previdenziale, incentivi finanziari e serve un settore, quello dei Fondi pensione, competitivo ed efficiente. Abbiamo siglato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Abbiamo fornito un supporto di idee e proposte nell’ambito del lungo e complesso processo di revisione del regime Solvency II in Europa, con l’obiettivo di rendere il quadro normativo più semplice e meno oneroso in termini di requisiti patrimoniali. L’obiettivo è stato raggiunto”.
Liverani ha inoltre ricordato che Ania ha preparato il lancio di un innovativo fondo di settore nel private debt, partecipato da molte Compagnie che, grazie a una struttura regolatoria incentivante, consente l’utilizzo di risparmio assicurativo per finanziare piccole e medie imprese italiane in ambiti strategici quali infrastrutture, transizione energetica e digitale, e di aver stabilizzato la governance dell’Associazione, complimentandosi con Andrea Bertalot, che a breve assumerà il ruolo di Direttore Generale.

Le proposte per il futuro
Il Presidente Liverani ha poi passato in rassegna alcuni cantieri, che l’anno scorso aveva definito il “Patto per un’Italia protetta”, che vanno completati. “Dobbiamo in primo luogo continuare e accelerare nel percorso di orientamento al cliente di tutto il nostro settore, con l’obiettivo di soddisfarne appieno le esigenze. L’Italia è un Paese esposto al rischio di catastrofi; eppure, è molto sottoassicurato: da un lato, è necessario rivedere il perimetro dei rischi da cui gli imprenditori devono essere obbligatoriamente assicurati, dall’altro lato, bisogna estendere al più presto l’obbligatorietà di copertura alle residenze private, quantomeno a quelle che hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali o contributi per le diverse forme di ristrutturazione edilizia. E poi andrà avviata una riflessione su come richiedere la messa in sicurezza del rimanente patrimonio abitativo: la nostra proposta è semplice. Utilizzare, gradualmente, per la polizza il criterio già utilizzato per l’attestazione di prestazione energetica delle abitazioni”.
Ci sono anche alcuni temi giganteschi che, ricorda Ania, derivano dall’evoluzione della struttura demografica in Italia: la prevenzione della povertà dei pensionati, l’assistenza alle persone non autosufficienti, il sostegno al Servizio Sanitario Nazionale: “Nella previdenza integrativa abbiamo le idee molto chiare: bisogna far conoscere cos’è, soprattutto ai giovani. Qui proponiamo un “bonus di ingresso”: una somma, anche simbolica, che lo Stato erogherebbe a tutte le ragazze ed i ragazzi che compiono i 18 anni, con il vincolo di investirla in un Fondo pensione o in una polizza previdenziale. Vogliamo inoltre difendere il principio della portabilità dei contributi datoriali e quindi della libertà di scelta di milioni di iscritti in quale Fondo o polizza previdenziale investire per il proprio futuro pensionamento. Ciò per garantire la necessaria concorrenza tra le varie forme di previdenza presenti sul mercato e generare costi inferiori e rendimenti migliori. Vogliamo infine aumentare con decisione gli incentivi”.
Un altro tema toccato da Liverani è stato quello della protezione dalla non autosufficienza, specie quella degli anziani, ma non soltanto, dove le soluzioni di sistema sono praticamente assenti. Il Presidente ha menzionato alcuni strumenti assicurativi evoluti, come le polizze long term care, “un argomento su cui è urgente fare qualcosa. Ringrazio in particolare il Ministro per le disabilità Locatelli, con cui stiamo varando un protocollo di intesa finalizzato a esplorare le modalità e le opzioni per la copertura anche di questo genere di rischi. Infine, tra i grandi progetti è opportuno citare le polizze sanitarie e metterle in relazione con il poderoso sistema di equità sociale che è il nostro Servizio Sanitario Nazionale. La nostra proposta è semplice: incentiviamo l’intermediazione da parte di imprese d’assicurazione e Fondi sanitari di questo enorme flusso finanziario che oggi sfugge al settore pubblico, attraverso incentivi fiscali a polizze che prevedano l’annullamento di scoperti e di franchigie per il rimborso delle prestazioni effettuate nelle strutture pubbliche in regime di libera professione intramuraria. Una sorta di “superconvenzione” con le assicurazioni, che consenta agli ospedali pubblici di eccellenza di intercettare risorse che già oggi i cittadini spendono comunque: avremo così creato un secondo ed un terzo pilastro per la previdenza sanitaria, analogamente a quanto fatto per il sistema pensionistico”. 
Tra gli altri temi di carattere normativo e regolatorio su cui Liverani ritiene necessari progressi ci sono anche le frodi, l’evasione e l’elusione: “Qui serve determinazione, collaborazione con le istituzioni e strumenti normativi che consentano di respingere le frodi prima che il contratto sia stato stipulato e non solo in sede di liquidazione del sinistro, quando ormai è spesso troppo tardi. Serve l’uso della tecnologia che deve abilitare la lotta all’elusione. Servono strumenti di prevenzione e non di trasferimento del costo generato da pochi delinquenti sugli assicuratori ed i moltissimi assicurati onesti. Abbiamo poi alcuni punti aperti riguardo alla regolamentazione. E qui mi riferisco innanzitutto ad un aspetto molto specifico ma di grande attualità nel settore. Il recepimento della direttiva comunitaria sui fondi di risoluzione (IRRD), che è in fase di definizione delle sue modalità realizzative presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze”.
“Permettetemi di chiudere questa mia elencazione delle cose da fare, con una riflessione sulla necessità di rafforzare, agevolare e incentivare il ruolo di investitori istituzionali che già oggi le Compagnie rivestono. I nostri clienti ci affidano i loro risparmi in un’ottica di lungo termine, rendimenti attesi moderati e rischio contenuto. Il profilo tipico di quegli investimenti di cui l’Italia e l’Europa hanno oggi estremo bisogno. In questo contesto è vitale far funzionare al più presto anche in Italia l’idea della Savings and Investment Union, l’unione del risparmio e degli investimenti, che ha come obiettivo proprio quello di canalizzare le enormi risorse generate dal risparmio dei cittadini europei in investimenti a vantaggio dell’Europa stessa, mediante opportune agevolazioni fiscali e regolatorie. E questo vale in particolare per il settore assicurativo, sia in Europa che in Italia, perché l’assicurazione meglio di ogni altro comparto finanziario presenta proprio quei profili di investimento”, ha rimarcato ancora Liverani.

Un ruolo di sistema
Dopo aver sottolineato la forza del settore assicurativo, il Presidente di Ania ha voluto concludere esprimendo la consapevolezza che i corpi intermedi possono e devono aggiungere valore alla spinta delle Compagnie da sole: “Ecco perché crediamo nell’unione che fa la forza. Unione all’interno del settore, unione all’interno della filiera estesa dell’assicurazione, unione anche con quelle istituzioni, quei corpi intermedi e quelle rappresentanze di chi ha i nostri stessi interessi e con cui vogliamo avviare collaborazioni di sistema. Siamo convinti con forza che per l’avvenire del Paese piuttosto che mere richieste di maggior contribuzione servano progetti comuni su temi che riguardano la sicurezza e la prosperità di milioni di cittadine e cittadini e di milioni di imprenditrici e imprenditori italiani”.
Il settore è solido, in crescita e profittevole per i suoi investitori ma la solidità che vi ho appena descritto non deve essere considerata un dato scontato o, peggio, un giacimento di risorse a cui attingere regolarmente nei momenti di complessità della finanza pubblica. Farlo, significherebbe nei fatti penalizzare le scelte di risparmio previdenziale di milioni di famiglie italiane, ridurre drasticamente la nostra capacità di contribuire a risolvere problemi socioeconomici giganteschi del nostro Paese e in sostanza indebolire anche il nostro ruolo di grandi acquirenti e custodi del debito pubblico nazionale. Se vogliamo che le assicurazioni giochino un ruolo da protagonisti in grandi “operazioni di sistema” a sostegno delle transizioni industriali, delle infrastrutture e della crescita del Paese, usateci per quello che siamo: una leva potentissima per rafforzare l’Italia attraverso la protezione dai rischi di ogni tipo ed il risparmio previdenziale. Una leva che genera ingenti investimenti in aree strategiche per il Paese e uno scudo di protezione formidabile per famiglie e imprese contro rischi di qualsiasi natura. L’Assemblea di oggi dimostra che l’industria assicurativa italiana ha completato una transizione fondamentale. Non siamo più solo rappresentanti di uno dei tanti modi di fare impresa. Non siamo più una sommatoria frammentata di sigle o di interessi di mercato. Grazie al nuovo slancio che deriva dall’approvazione delle riforme statutarie, abbiamo sviluppato una visione strategica coraggiosa e di lungo periodo: Ania parla oggi alle istituzioni ed al Paese con una voce sola, forte, unita, coesa e autorevole facendo non delle rivendicazioni ma delle proposte molto concrete”, ha infine concluso Liverani.
Nel corso dell’Assemblea è intervenuto anche Paolo Angelini, da pochi mesi Presidente di Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), che già nella Relazione Annuale 2025 di poche settimane fa aveva avviato la definizione di un nuovo piano strategico, delineando alcuni temi che ne faranno parte.
“Su tutti i temi destinati a influenzare il funzionamento del sistema assicurativo intendiamo promuovere un percorso che comprenda momenti di consultazione degli operatori del settore, delle loro associazioni e delle rappresentanze dei consumatori. Per alcuni temi specifici, quali ad esempio il possibile completamento della disciplina sui rischi catastrofali, proporremo la costituzione di tavoli di lavoro tecnici congiunti che possano elaborare proposte e analisi d’impatto”, ha spiegato Angelini, proseguendo: “Per favorire un graduale aumento dell’esposizione delle assicurazioni ai fondi di private equity e venture capital, è utile rafforzare la collaborazione tra i diversi attori della filiera: fondi, investitori istituzionali, operatori pubblici e imprese. Oggi il limitato coinvolgimento degli investitori istituzionali e la ridotta dimensione del mercato si alimentano a vicenda, frenando la crescita del settore. Siamo convinti che il confronto aiuti a individuare le soluzioni più efficaci in un contesto così complesso. Ringrazio fin d’ora Ania e tutti gli attori del sistema assicurativo nazionale per il contributo che vorranno apportare”.

La Relazione e i documenti presentati all'Assemblea Annuale di Ania sono disponibili cliccando qui.

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