Outlook per il secondo semestre 2026: il potere della resilienza, a cura di Amundi
Amundi prevede una fragile de-escalation in un contesto di diffusione più ampia dell’IA e, lato investimenti, ritiene opportuna una riallocazione selettiva del rischio
30/06/2026
Redazione MondoInstitutional
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Quanto possono resistere economie e mercati? Finora l’economia globale si è dimostrata resiliente, sostenuta dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale (IA) e all’autonomia strategica. La seconda metà dell’anno sarà un momento di verifica circa l’entità degli shock che economie, responsabili di politica economica e mercati saranno in grado di assorbire. La crescita sarà disomogenea e l’inflazione potrebbe rivelarsi volatile. Crescono i rischi relativi alla politica economica, mentre il limitato margine di manovra fiscale e il fabbisogno di spesa in aumento lasciano presagire una maggiore volatilità dei tassi d’interesse.

Scenario centrale: fragile de-escalation in un contesto di diffusione più ampia dell’IA
Ci attendiamo un fragile allentamento delle tensioni nello Stretto di Hormuz e un prezzo del petrolio intorno a 80/90 dollari al barile entro fine anno. Un graduale riaggiustamento dei prezzi aiuterà l’economia globale a evitare una recessione. Di conseguenza abbiamo rivisto al ribasso buona parte delle nostre previsioni di crescita. Di fronte ai rischi geopolitici e a un’inflazione superiore agli obiettivi, le Banche Centrali potrebbero concentrarsi maggiormente sull’ancoraggio delle aspettative di inflazione piuttosto che sul sostegno all’economia. Ci aspettiamo che la Federal Reserve e le principali Banche Centrali dei mercati emergenti mantengano i tassi invariati, mentre BCE, BoE e BoJ li aumentino una volta entro fine anno.
Il nostro scenario ribassista ipotizza uno shock macroeconomico e finanziario, riconducibile sia al fallimento dell’accordo in Medio Oriente sia a una brusca correzione del mercato nel settore dell’IA, con rinnovate pressioni inflazionistiche e un rischio di recessione. Lo scenario rialzista prevede invece una riapertura più chiara e credibile dello Stretto di Hormuz, capace di favorire la disinflazione e di sostenere la fiducia di consumatori e investitori, insieme a un ampliamento virtuoso del ciclo dell’IA.
Monica Defend, Head of Amundi Investment Institute, ha dichiarato: “Gli investitori si trovano ad affrontare un contesto in cui l’indipendenza delle Banche Centrali è messa alla prova, l’inflazione è più volatile e aumentano i rischi relativi alla concentrazione. I portafogli più adatti a questo nuovo regime sono quelli in grado di resistere a scenari diversi: devono essere diversificati per valuta, investiti in asset reali e oro ed esplorare con disciplina settori azionari e temi strutturali”.
Vincent Mortier, Group CIO di Amundi, ha aggiunto: “Man mano che la narrazione sull’IA passa dal concentrarsi su chi sia in grado di sviluppare le soluzioni di frontiera a chi sia in grado di scalarle, investire significherà cercare ampiezza lungo l’intera catena del valore e diversificare rispetto ai rischi tecnologici, geopolitici e fisici”.

Implicazioni per gli investimenti: assunzione selettiva di rischio per portafogli resilienti
Riteniamo opportuna una riallocazione selettiva del rischio, anziché un ripiegamento difensivo. Poiché geopolitica, inflazione e rischi di concentrazione stanno influenzando i mercati e le decisioni di politica economica, i portafogli dovrebbero essere costruiti attorno a carry, utili resilienti, capacità di fissare i prezzi, liquidità, diversificazione ed esposizione a storie di crescita di lungo periodo legate all’autonomia strategica, al riallineamento geopolitico e all’adozione dell’IA nell’economia reale.
Adeguarsi al “riallineamento dei rendimenti” nel reddito fisso. Le obbligazioni offrono redditi interessanti, ma inflazione e rischi fiscali ne mettono in discussione il ruolo di copertura. Preferiamo mantenere flessibilità tra le diverse aree geografiche con una preferenza per l’Europa, le obbligazioni indicizzate all’inflazione e le società con bilanci solidi e carry di qualità nel credito investment grade.
Cercare ampiezza ed evitare la concentrazione nell’azionario. I mercati azionari richiedono una maggiore selettività tra settori e Paesi. L’IA non è più soltanto una storia di tecnologia: le opportunità si stanno spostando lungo la catena del valore verso l’economia reale in settori come energia, infrastrutture, attrezzature, software, robotica e utilizzatori finali. Nel lungo periodo, ci aspettiamo in Europa una ripresa degli investimenti in conto capitale, trainata dall’attenzione all’autonomia strategica in difesa, energia, infrastrutture e IA. La regione beneficerà della ricerca degli investitori di opportunità al di fuori degli asset denominati in dollari. Anche le azioni giapponesi beneficiano di un supporto fornito da fattori di lungo periodo.
I mercati emergenti offrono opportunità selettive e dovrebbero beneficiare anche della rotazione dei capitali. In generale, privilegiamo il debito dei mercati emergenti, favoriamo gli esportatori di materie prime e ricerchiamo opportunità legate alla tecnologia in Asia. Manteniamo un orientamento neutrale sulla Cina e positivo sull’India, poiché la sua storia di crescita strutturale resta intatta nonostante la vulnerabilità allo shock petrolifero.
Anche le coperture devono evolvere, poiché le correlazioni tradizionali potrebbero non reggere. Ciò richiede un ruolo più rilevante per gli asset reali (infrastrutture e debito privato), l’oro, le materie prime e alcune valute selezionate. Il dollaro dovrebbe sottoperformare rispetto alla maggior parte delle valute, in particolare quelle legate alle commodity, e proseguire nel lungo periodo il suo trend di indebolimento.

A cura di Amundi

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