Nel 2025 le assicurazioni italiane hanno rafforzato la propria solidità patrimoniale, incrementato la raccolta premi e gli investimenti, migliorato la redditività e le condizioni di liquidità. Sono partite da qui le considerazioni di Paolo Angelini, Presidente di Ivass ((Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) a commento della Relazione sull’attività dell’Istituto nel 2025.
In particolare, Angelini ha chiarito che lo scorso anno il comparto Vita è cresciuto del 7,3%, trainato dalle polizze con finalità di investimento, di cui gli assicurati sopportano il rischio. È proseguita la discesa del rapporto tra riscatti e premi (di 10 punti percentuali, al 67%), dopo i valori molto elevati raggiunti nel 2023 in seguito al repentino rialzo dei tassi d’interesse, valori che avevano destato timori sul fronte della liquidità delle Compagnie. Angelini ha sottolineato come siano scomparse le differenze tra canali distributivi che avevano caratterizzato il biennio 2023/24 e la redditività del comparto è aumentata. Il risultato di esercizio è salito a 6,7 miliardi e il ROE al 14%, beneficiando ancora della facoltà di sterilizzare le minusvalenze sui titoli circolanti (2,2 miliardi di euro, contro 4 nel 2024), estesa agli esercizi 2025 e 2026 dall’ultima Legge di Bilancio.
“A questa deroga al quadro contabile nazionale, più volte riproposta, sarebbe preferibile il passaggio ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS) anche per i bilanci individuali. In passato erano stati espressi timori che tale scelta potesse accrescere la volatilità degli aggregati contabili. Tuttavia, per i bilanci consolidati dei Gruppi assicurativi l’analogo passaggio, completato in anni recenti, caratterizzati da un contesto macroeconomico difficile e da elevata volatilità sui mercati, si è associato a rendicontazioni più stabili e maggiormente prevedibili”, ha spiegato il Presidente.
La raccolta è cresciuta anche nei rami Danni, dove prosegue una graduale ricomposizione. Secondo i dati di Ivass, il peso del comparto Auto, pari a oltre il 50% dieci anni fa, è oggi poco superiore al 40; una quota analoga fa capo nel complesso ai comparti della protezione della salute e delle proprietà. “La raccolta di quest’ultimo segmento ha registrato un incremento rilevante, anche per effetto dell’introduzione dell’obbligo per le imprese di coprirsi dai sinistri derivanti da calamità naturali”, ha spiegato ancora Angelini.
Il risultato di esercizio del comparto Danni, inoltre, è aumentato da 4,5 a 4,9 miliardi di euro; il ROE ha raggiunto il 13,3%, trainato dal contributo dei rami diversi da quello r.c. auto. “Continueremo a seguire l’evoluzione del mercato e le determinanti dei divari territoriali. Insieme all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato condurremo nei prossimi mesi un’indagine conoscitiva con l’obiettivo di individuare possibili linee di intervento per una più efficace regolamentazione del settore, con particolare riguardo a due aspetti che presentano elementi di obsolescenza: i meccanismi di compensazione tra imprese nel sistema di risarcimento diretto e il funzionamento del sistema bonus malus”, ha chiarito ancora il Presidente di Ivass.
Proseguendo, l’indice di solvibilità del settore è salito al 273% dal 259 nel 2024, con un miglioramento medio in tutti i rami. Gli investimenti sono pari a fine 2025 a 1.100 miliardi, 300 dei quali a fronte di contratti Vita in cui il rischio è sopportato dagli assicurati. Gli investimenti con rischi a carico delle Compagnie (i restanti 800 miliardi) restano concentrati nei titoli di Stato, sebbene in un quadro di progressiva diversificazione in favore degli emittenti pubblici esteri. Per l’Istituto, le esposizioni complessive verso il mercato del credito privato, al centro dell’attenzione delle Autorità di supervisione a livello internazionale, sono in crescita ma restano contenute (25 miliardi a fine 2025, il 2,5% circa del totale degli investimenti) e lontane dai valori che si registrano in altri mercati. In Italia è contenuta anche la presenza di fondi di private equity tra gli azionisti di riferimento delle Compagnie italiane, anch’essa oggi oggetto di attenzione a livello internazionale. Angelini a tal proposito ha osservato: “Si registrano infatti vari casi in cui la presenza di fondi di private equity nell’azionariato delle assicurazioni si associa a un’incidenza relativamente elevata di strumenti di credito privato nei bilanci di queste ultime. Tale correlazione potrebbe suggerire possibili conflitti di interesse”.
Inoltre, Ivass ha rimarcato che la revisione di Solvency II diverrà pienamente operativa il 30 gennaio 2027. “Nostre stime basate sui dati di fine 2025 indicano che l’applicazione delle nuove regole determinerà per le Compagnie italiane una liberazione di capitale per circa 5 miliardi e un aumento di 10 punti percentuali dell’indice di solvibilità. La revisione determina inoltre una ricalibrazione dei requisiti di capitale che rende più attrattivi gli investimenti in azioni, fondi di private equity e di venture capital, strumenti particolarmente idonei a finanziare innovazione e sviluppo dimensionale delle imprese”, sono state le parole di Angelini, che ha inoltre aggiunto: “Si creano dunque le condizioni per un maggiore investimento in questi attivi da parte delle assicurazioni. L’esposizione in venture capital delle Compagnie italiane è oggi irrisoria, meno di 30 milioni, solo in parte a causa della limitata importanza di questi operatori in Italia e in Europa. Questi fondi sono strutturalmente illiquidi, e richiedono cautela e adeguate conoscenze da parte degli investitori. D’altro canto, se inseriti in portafoglio con oculatezza e in coerenza con la natura e la durata delle passività, possono generare vantaggi sia per gli assicurati, in virtù del premio per il rischio che caratterizza i loro rendimenti, sia per il finanziamento dell’innovazione e della crescita. Sotto questi profili le scelte di investimento del settore assicurativo, in Italia come in Europa, assumono una più ampia rilevanza strategica”.
Angelini ha ricordato poi che Ivass manifestò a suo tempo preoccupazioni per la riduzione dei requisiti prudenziali prodotta dalla revisione di Solvency II, anche per le modalità con cui venne attuata. “Sebbene nelle intenzioni del legislatore europeo essa dovrebbe favorire investimenti di lungo periodo, innovazione tecnologica e sostenibilità, la riforma non ha previsto specifiche condizioni in merito. La Commissione Europea ha tuttavia chiesto all’EIOPA di monitorare l’effettiva destinazione del capitale liberato. Ivass contribuirà a questa attività”.
Inoltre, l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali, introdotto con la Legge di Bilancio per il 2024, è entrato pienamente in vigore lo scorso aprile. La diffusione della copertura, per Ivass, resta per ora relativamente contenuta, pur avendo registrato un rilevante incremento nella seconda metà del 2025: da 290.000 polizze nel luglio 2025 a 57 0.000 lo scorso gennaio. I dati del trimestre febbraio/aprile indicano che la crescita è proseguita a buon ritmo, raggiungendo a fine aprile circa 700.000 contratti. Per Angelini, “l’introduzione dell’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali ha avvicinato il nostro quadro normativo a quello dei Paesi europei più avanzati in questo campo e affrontato il problema della sottoassicurazione, particolarmente rilevante nel nostro Paese e destinato ad aggravarsi a causa del cambiamento climatico. Seguiremo con attenzione gli sviluppi di questo importante segmento del mercato e continueremo a riflettere su possibili evoluzioni del quadro normativo volte ad ampliare l’adesione delle imprese”.
L’attenzione dell’Istituto è stata focalizzata anche sulla diffusione di modelli operativi basati sull’esternalizzazione di funzioni tecnologiche, sull’uso avanzato dei dati e sull’automazione, che sta trasformando i processi produttivi, gli assetti organizzativi e i profili di rischio del settore assicurativo. L’intelligenza artificiale (IA), ha proseguito il Presidente di Ivass, “appare destinata ad avere effetti rilevanti sull’intera economia. Meritano particolare attenzione gli sviluppi recenti dei modelli avanzati di IA, da qualche mese al centro del dibattito internazionale. Questi modelli si caratterizzano per una straordinaria capacità di individuare vecchie e nuove vulnerabilità nei sistemi informatici. Essi sono dunque preziosi per le imprese e le istituzioni interessate a rafforzare le proprie difese, ma al tempo stesso consentono di potenziare gli attacchi informatici condotti da organizzazioni criminali e attori ostili. Ivass, in coordinamento con la Banca d’Italia, sta integrando la propria attività di vigilanza in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT)”.
Dalle verifiche recenti dell’Istituto sulle Compagnie è emersa in più casi una carenza di risorse specializzate, sia nella gestione delle infrastrutture informatiche sia nelle funzioni di controllo. Un attento presidio, secondo Ivass, “si rende necessario anche sui molteplici fornitori di servizi informatici a cui le Compagnie delegano attività importanti o essenziali. A questi soggetti fa capo il 75% delle segnalazioni di incidente informatico che Ivass ha ricevuto da imprese e intermediari nel 2025. Le Compagnie rispondono degli eventuali danni causati dagli incidenti operativi e cibernetici, compresi quelli riconducibili ai loro fornitori. Esse devono dunque aumentare l’attenzione dedicata a questo tema, attivandosi per individuare rapidamente le proprie debolezze e dare priorità agli interventi più urgenti. Sui Consigli di Amministrazione ricade la responsabilità di definire e approvare la strategia di resilienza operativa digitale e di dotarsi di competenze adeguate”. Il Presidente ha inoltre rimarcato che la sfida richiede di affiancare uno sforzo di cooperazione alle indispensabili iniziative individuali: “A fine maggio abbiamo organizzato, in analogia con le iniziative avviate dalla Banca d’Italia in ambito bancario, un incontro di approfondimento e sensibilizzazione con i responsabili della sicurezza informatica delle principali Compagnie italiane. Continueremo la collaborazione avviata con le altre Autorità di supervisione sul sistema finanziario, con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e con le imprese assicurative, e ci adopereremo per rafforzare la cooperazione internazionale”.
Anche sul fronte della gestione delle crisi Ivass parla di “progressi importanti”. Infatti, Angelini ha ricordato che il Fondo di garanzia Vita è oggi pienamente operativo ed è in corso il recepimento della direttiva europea sulla gestione delle crisi assicurative, con il legislatore nazionale che ha designato Ivass quale Autorità di risoluzione per il settore. “Scelte importanti da compiere riguardano i livelli di copertura del mercato – quali compagnie assoggettare a obblighi di pianificazione preventiva del risanamento e per quali compagnie l’Autorità pianificherà la risoluzione e, soprattutto, i meccanismi di finanziamento della risoluzione e il coordinamento con i Fondi di garanzia esistenti. La normativa europea è stata modellata sul regime di risoluzione delle banche che tuttavia, nonostante i miglioramenti apportati con la nuova direttiva in corso di recepimento, continua a soffrire di alcuni limiti. L’esperienza di gestione delle crisi accumulata in ambito bancario suggerisce, in fase di trasposizione della direttiva in materia assicurativa, di sfruttare ogni spazio disponibile per agevolare gli interventi preventivi e alternativi dei fondi”, sono state le parole di Angelini.
Infine, il Presidente si è soffermato proprio sul suo nuovo incarico al vertice di Ivass, “confidando nel solido sostegno del Governatore della Banca d’Italia e dell’intero Direttorio Integrato, della Segretaria Generale e soprattutto del personale dell’Istituto, di cui sto apprezzando professionalità e dedizione. Un ringraziamento particolare va a Luigi Federico Signorini, che ha guidato l’Istituto in anni complessi, al Segretario Generale Stefano De Polis e al consigliere Riccardo Cesari, i cui incarichi sono terminati a metà dello scorso anno. Stiamo definendo il Piano strategico dell’Istituto per il triennio 2027/2029, con l’obiettivo di valorizzare l’utilizzo della tecnologia per innalzare l’efficienza dei processi di lavoro e migliorare il servizio all’utenza e la vigilanza su Compagnie e intermediari. Faremo tesoro delle raccomandazioni che riceveremo dal Fondo Monetario Internazionale a esito del programma di valutazione del sistema finanziario italiano avviato l’anno scorso. I documenti finali saranno presto disponibili; dalle interlocuzioni preliminari è emerso l’apprezzamento per la qualità del personale e delle attività dell’Istituto. Anche per questo desidero ringraziare tutte le donne e tutti gli uomini di Ivass”.
Infine, il Presidente di Ivass ha ricordato le difficoltà dell’attuale periodo, caratterizzato da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche, cambiamenti climatici, declino demografico. “In questo contesto di incertezza l’industria assicurativa ha un ruolo importante, nella sua duplice veste di investitore istituzionale e di fornitore di protezione a cittadini e imprese. Il settore assicurativo italiano è solido e profittevole e la revisione di Solvency II si tradurrà agli inizi del prossimo anno in una consistente liberazione di capitale. Ciò crea le premesse per un ruolo più attivo delle assicurazioni nel finanziamento delle attività innovative, ruolo che se ben interpretato può portare vantaggi per i clienti, per l’economia reale e per le stesse Compagnie.
Per Angelini, Il completamento del mercato unico è inoltre al centro dell’agenda della Commissione Europea: “È in fase avanzata il negoziato sulla revisione dell’assetto di vigilanza sulle infrastrutture e sui mercati finanziari. Successivamente si dovrebbe passare all’esame di proposte miranti a rafforzare i poteri di intervento dell’Eiopa e la convergenza delle pratiche di vigilanza in materia assicurativa. L’Istituto è pronto ad accompagnare questo processo con analisi e proposte. Una più intensa cooperazione tra Autorità e un rafforzamento del ruolo di Eiopa potranno contribuire a creare condizioni di effettiva parità competitiva e ridurre i rischi di arbitraggio normativo, uniformare i livelli di tutela degli assicurati, migliorare il contributo del settore assicurativo alla crescita e alla resilienza dell’economia europea. Sul piano nazionale, nel 2025 la nostra azione si è arricchita di nuovi strumenti di tutela del consumatore. In prospettiva, per il settore assicurativo sono importanti le riforme in materia contabile e di r.c. auto, che presentano elementi obsoleti. Potrà essere opportuno completare il quadro regolamentare sull’assicurazione contro le calamità naturali, e utilizzare al meglio i margini di discrezionalità concessi dalla legislazione europea per disegnare un efficiente sistema di risoluzione delle crisi assicurative. Su questi temi siamo pronti a fornire consulenza tecnica al Governo e al Parlamento e a confrontarci con il mondo assicurativo”.
Infine, il Presidente ha concluso indicando che la crescente complessità delle tecnologie suggerisce di puntare su un approccio condiviso e collaborativo tra l’industria e le Autorità in questo campo, nella distinzione dei ruoli, in quanto solo attraverso un lavoro sinergico sarà possibile affrontare efficacemente le sfide future e perseguire l’interesse generale: “Restiamo impegnati a far sì che il settore assicurativo italiano possa continuare a sostenere le sfide che l’Europa, e con essa l’Italia, sono chiamate ad affrontare al fine di cogliere le opportunità che i cambiamenti in atto dischiudono”.
La Relazione Annuale 2025 di Ivass è disponibile cliccando qui.
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