Il Consiglio di Indirizzo di Fondazione di Modena ha approvato il bilancio di missione e di esercizio 2025, che restituiscono un anno di lavoro particolarmente rilevante per l’Ente: da un lato la conferma della capacità di intervento a favore del territorio, con una programmazione coerente con le aree Persona, Cultura e Pianeta, dall’altro il consolidamento della gestione patrimoniale e finanziaria, che ha consentito di sostenere l’attività erogativa e di preservare risorse per gli esercizi futuri.
Nel dettaglio, nel 2025 la Fondazione Modena ha deliberato complessivamente 318 interventi per 30,7 milioni di euro. All’interno di questo valore rientrano 309 progetti a favore del territorio, per 21,3 milioni di euro; le iniziative nazionali nell’ambito del sistema ACRI; le risorse dedicate al progetto Sant’Agostino; e il contributo di 7,2 milioni di euro alla Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia, nell’ambito del percorso di incorporazione di Fondazione Estense.
“Il bilancio di esercizio e di missione non è soltanto un documento contabile o amministrativo ma è lo strumento con cui un’istituzione restituisce alla comunità le proprie scelte strategiche”, ha spiegato Matteo Tiezzi, Presidente di Fondazione di Modena. “Il 2025 ci consegna tre evidenze: una Fondazione solida, che registra una forte crescita nei suoi valori patrimoniali, capace di continuare a sviluppare le erogazioni sul proprio territorio e al tempo stesso di sostenere in una logica di solidarietà la crescita di altre comunità vicine. Tenere insieme questi piani è il nostro dovere: creare basi solide per il futuro, essere al fianco dei modenesi, consolidare il sistema delle Fondazioni”, ha detto Tiezzi.
L’attività erogativa si è sviluppata lungo le tre aree strategiche del Documento Strategico di Indirizzo 2024/2027. Nell’Area Persona, l’Ente ha sostenuto interventi per 8,5 milioni di euro, con particolare attenzione al welfare inclusivo, alla comunità educante, all’abitare sociale e al lavoro dignitoso. L’Area Cultura ha raccolto risorse per 8,7 milioni di euro, confermandosi uno degli ambiti centrali dell’azione della Fondazione, con interventi su patrimonio culturale, creatività e cultura come fattore di benessere sociale. L’Area Pianeta ha visto delibere per 3,9 milioni di euro, concentrate soprattutto su ricerca scientifica, sostenibilità ambientale e qualità urbana. A queste linee si affianca la sfida trasversale delle nuove professionalità.
Il 2025 ha confermato anche il ruolo dei bandi come strumento di accesso trasparente alle risorse e di emersione delle progettualità del territorio. Nel corso dell’anno sono stati approvati diversi bandi, tra cui Mi Metto all’Opera, Persona, FAR, Energie per lo Sport, Verde Comune, Insieme si cambia e Attivatori di comunità. Attraverso lo strumento del bando, la Fondazione di Modena ha sostenuto 158 iniziative per oltre 7,5 milioni di euro.
Sul piano economico/finanziario, invece, il bilancio consuntivo 2025 dell’Ente registra un avanzo d’esercizio pari a 28,5 milioni di euro, superiore alle previsioni del Documento Programmatico Previsionale. Il patrimonio finanziario a valori di mercato è pari a 1.156,2 milioni di euro. La gestione del patrimonio ha consentito di confermare la capacità erogativa della Fondazione e di preservare risorse significative per l’attività istituzionale dei prossimi esercizi.
“Un passaggio di particolare rilievo del 2025 ha riguardato il completamento del percorso di incorporazione di Fondazione Estense in Fondazione di Modena, con la nascita e il sostegno alla Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia”, segnala l’Ente in una nota, in cui evidenzia come “nel 2025 la Fondazione ha deliberato 7,2 milioni di euro a favore del territorio ferrarese, prima annualità di un impegno complessivo di 14 milioni nel triennio 2025/2027. Si tratta di un intervento aggiuntivo, che non riduce la capacità erogativa sul territorio di riferimento della Fondazione: al netto del contributo a Ferrara, le delibere 2025 ammontano a 23,5 milioni di euro. Le risorse destinate a Ferrara saranno coperte per il 75% dal credito d’imposta previsto dalla normativa e, per il restante 25%, da un contributo volontario dell’ACRI”.
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