Fondazione Manodori registra un andamento in costante crescita
Il bilancio 2025 segna un avanzo di 9,3 milioni, proventi finanziari per 13,8 milioni e un attivo patrimoniale di 215 milioni
21/08/2026
Redazione MondoInstitutional
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La Fondazione Manodori ha chiuso il bilancio 2025 e confermato il proprio sostegno alla comunità reggiana. Il Consiglio Generale dell’Ente ha approvato il bilancio d’esercizio che segna un avanzo di 9,3 milioni di euro e un risultato della gestione finanziaria di 13,8 milioni. “Un andamento in costante crescita che deriva da ricavi stabili e ricorrenti, legati in gran parte alla distribuzione di dividendi e alla diversificazione degli investimenti, oltre che a un contenimento dei costi ottimizzato negli ultimi anni”, si legge in nota della Fondazione. In aumento anche la disponibilità di fondi per i contributi a favore di progetti per il territorio che per il prossimo anno è di 4,6 milioni di euro. 
Stiamo attraversando una fase positiva che dà conto di una buona gestione organizzativa e finanziaria e conferma un trend in crescita. Lo sviluppo di un sistema di monitoraggio del portafoglio e una gestione oculata ci hanno permesso di cogliere le fasi di andamento favorevole dei mercati azionari e di altri asset di investimento”, ha affermato Leonello Guidetti, Presidente di Fondazione Manodori, che ha aggiunto: “Il buon andamento della redditività e il solido accantonamento al fondo per le erogazioni consentono alla Fondazione Manodori di garantire anche per il 2026 il sostegno ai bisogni prioritari della nostra comunità e di valutare nuove iniziative e strumenti per promuovere percorsi a supporto delle fragilità sociali”.
In particolare, l’Ente ha archiviato il 2025 con un attivo patrimoniale di 215 milioni di euro: un risultato favorito dalla variazione degli asset azionari e da una progressiva riduzione della partecipazione in UniCredit. “A partire dal 2023, l’aumento di valore del titolo ha creato le condizioni favorevoli per procedere ad una parziale cessione di azioni, che è proseguito in modo incisivo anche nel 2025”, spiega la Fondazione, che prosegue: “Sono stati riconfermati gli investimenti in Banca d’Italia, obbligazioni a lungo termine e in realtà locali, come Iren, Alfa Solutions, Crpa, Ifoa ed è stata incrementata la partecipazione in Cassa Depositi e Prestiti”.
Sul fronte dell’attività istituzionale, rispetto al 2025, i fondi a disposizione per i contributi che assicurano il sostegno a numerose realtà che operano nei settori del welfare, educazione e formazione, salute pubblica, arte e cultura sono passati da 3,8 milioni a 4,6 milioni di euro.
In quest’ottica, sono in corso di realizzazione progetti nati da un bando promosso dalla Fondazione Manodori per supportare le fragilità e prevenire il disagio negli adolescenti 11/14 anni che prevede il lavoro in rete e il coordinamento di competenze e risorse. A breve, l’Ente presenterà un nuovo bando per proposte rivolte a giovani dagli 11 ai 16 anni.
“Veniamo sollecitati da più parti ad intervenire su queste dinamiche e i progetti finanziati con questi bandi si configurano come un’opportunità per creare legami, alimentare occasioni di socialità, espressività, condivisione e, dove possibile, individuare strade alternative e innovative per rendere partecipi gli adolescenti del mondo in cui stanno vivendo”, ha spiegato Guidetti. Riconfermata l’adesione al Fondo di contrasto alla povertà educativa e il Fondo per la repubblica digitale, promossi da Acri e dai Ministeri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Digitale e dell’Educazione. 
Oltre al bilancio, il Consiglio Generale della Fondazione, con la comunicazione dell’autorizzazione del Ministero, ha concluso l’iter per recepire le disposizioni definite dal Protocollo siglato tra Acri e Mef. “Vengono introdotte norme relative al patrimonio tese a mitigare l’effetto della volatilità dei mercati, la gestione del rischio e la protezione del patrimonio sul lungo periodo, mantenendo la diversificazione come principio strategico, e sono previste regole più stringenti per l’utilizzo di derivati. È stato inoltre inserito un aggiornamento dei limiti agli investimenti per consentire una maggiore flessibilità e allungare i tempi di monitoraggio dei titoli”, precisa l’Ente, che continua: “Rispetto alla governance, il mandato del Presidente e del Consiglio Generale scadrà nel 2029. Per garantire maggiore trasparenza e continuità nel raggiungimento degli obiettivi pluriennali, si allunga l’intervallo di tempo obbligatorio tra la fine di un mandato e l’assunzione di nuove cariche e viene estesa a sei anni la durata dei mandati di presidente e componenti del consiglio generale. Restano inalterati il limite di due mandati consecutivi per tutti gli organi, la durata di quattro anni del Consiglio d’Amministrazione e di tre del Collegio dei Revisori”.

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