Le tensioni geopolitiche e un rallentamento o una recessione negli Stati Uniti sono stati citati dalla maggioranza degli assicuratori come il principale rischio macroeconomico per i loro portafogli di investimento, secondo Adaptation in Action, la 15ª edizione della Global Insurance Survey annuale di Goldman Sachs Asset Management. A fronte di queste preoccupazioni, l’88% degli assicuratori si aspetta che l’indice S&P 500 registri un rialzo nel 2026, mentre il 62% prevede di aumentare l’allocation verso i private asset quest’anno, in linea con quanto osservato negli ultimi anni.
"I risultati dell’Insurance Survey di Goldman Sachs Asset Management di quest’anno evidenziano una persistente attenzione verso l’intelligenza artificiale e i mercati privati, mentre gli assicuratori ricercano fonti durature di rendimento, reddito e diversificazione”, ha dichiarato Mike Siegel, Global Head of Insurance Asset Management and Liquidity Solutions e Co-Head del Client Solutions Group per l’area Asia/Pacifico. Più nello specifico, secondo la survey, l’asset backed finance risulta particolarmente interessante per gli assicuratori, con il 38% che prevede di aumentare l’allocation a quest'asset class nei portafogli General Account nei prossimi 12 mesi. Altre asset class ritenute attraenti includono:
- private placement investment grade: il 35% degli assicuratori prevede di aumentare le allocation;
- senior direct lending: il 33% degli intervistati prevede di aumentare le allocazioni;
- private equity: il 25% degli assicuratori intende aumentare le allocation; equity infrastrutturale: il 25% del campione prevede di aumentare le allocazioni.
“Nei 15 anni in cui abbiamo condotto questa indagine, il private credit ha continuato a evolversi fino a diventare un’asset class ampia, nonché una componente core per gli assicuratori che intendono soddisfare le proprie esigenze di rendimento e di matching delle scadenze. Si tratta di investitori sofisticati, in grado di investire e cogliere opportunità lungo i cicli del credito. Riteniamo che rappresentino capitale paziente e che siano ben posizionati per diventare finanziatori di riferimento per i borrower di alta qualità in contesti di mercato più volatili”, ha aggiunto Siegel.
Recessione e tensioni geopolitiche superano l’inflazione
GS Asset Management sottolinea inoltre che, quando è stato chiesto loro quali fattori rappresentano i maggiori rischi macroeconomici per i loro portafogli di investimento, gli assicuratori hanno indicato tallentamento economico/recessione negli Stati Uniti (52%), tensioni geopolitiche (52%), valutazioni dei mercati del credito e azionari (46%), inflazione (42%) e volatilità dei mercati del credito e azionari (30%).
"È interessante notare che il 55% degli assicuratori a livello globale prevede che gli Stati Uniti entreranno in recessione nei prossimi tre anni, in aumento rispetto al 46% di un anno fa. Tuttavia, gli intervistati restano ottimisti sull’indice S&P 500 per quest’anno: il 55% si attende un rendimento totale compreso tra il 5% e meno del 10%, mentre il 18% prevede un rendimento tra il 10% e meno del 20%", scrive la società. La divisione Global Investment Research di Goldman Sachs stima che l’indice S&P 500 registrerà un rendimento totale del 12% nel 2026, sostenuto da una crescita a doppia cifra degli EPS, dalla continua resilienza economica e da un ulteriore allentamento delle condizioni monetarie, che creano un contesto favorevole per le azioni statunitensi (fonte: GIR US Equity Views, 13 marzo 2026). A livello globale, inoltre, la maggior parte degli assicuratori (79%) si aspetta una moderata riduzione del tasso sui Fed Funds verso un intervallo del 3/3,5%, mentre l’81% prevede che il Treasury decennale si mantenga in un range compreso tra il 3,5% e il 4,5% entro fine anno.
“Il contesto di investimento è diventato rapidamente più articolato e complesso. Condizioni macroeconomiche in evoluzione, cambiamenti geopolitici e rapidi progressi tecnologici stanno creando uno scenario in cui una selezione disciplinata degli asset, sia nei mercati privati che in quelli pubblici, è più importante che mai”, ha affermato Jared Klyman, Global Head of the Insurance Asset Management business di Goldman Sachs Asset Management. Tra le asset class che secondo gli assicuratori possono offrire i rendimenti totali più elevati nei prossimi 12 mesi figurano private equity (18%), azioni statunitensi (17%), commodity (13%), azioni dei mercati emergenti (12%) e private equity secondaries (8%).
Accelera l’adozione dell’intelligenza artificiale
La maggior parte degli intervistati da GS Asset Management, poi, utilizza già (62%) o sta valutando l’adozione (34%) dell’intelligenza artificiale. Le applicazioni più comuni citate da chi ha preso parte al sondaggio includono la riduzione dei costi operativi (83%), la valutazione degli investimenti (42%), la sottoscrizione del rischio assicurativo (38%) e il marketing/acquisizione clienti (33%). A livello globale, la maggioranza degli assicuratori (56%) ritiene che le maggiori opportunità di rendimento legate agli investimenti in intelligenza artificiale si trovino nelle infrastrutture e nei data center.
Leonard Seevers, Partner, Digital Infrastructure Investing, ha concluso: “Riteniamo che l’intelligenza artificiale e la nuova generazione di infrastrutture digitali rappresentino una delle opportunità di investimento più ampie e significative del nostro tempo. Con la crescente potenza di calcolo e lo sviluppo delle catene di approvvigionamento critiche, dei componenti e dei servizi necessari a soddisfare la crescita della domanda, vediamo emergere un’ondata di opportunità senza precedenti per gli investitori, in grado di catturare valore lungo tutti gli elementi dell’ecosistema dell’AI”.
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