Reimagining Retirement - State Street
State Street identifica cinque forze globali che stanno ridefinendo i sistemi pensionistici, compreso quello italiano, e individua importanti opportunità per il settore dei servizi finanziari
10/03/2026
Redazione MondoInstitutional
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State Street ha pubblicato "Reimagining Retirement", la prima di una serie di ricerche completa che analizza come le forze macroeconomiche stiano trasformando i sistemi pensionistici a livello globale e in quali spazi il settore dei servizi finanziari può inserirsi per rispondere con soluzioni scalabili.
Basata sull’analisi di 15 Paesi tra Nord America, Europa, Asia-Pacifico, America Latina e Medio Oriente, Italia inclusa, la ricerca individua cinque forze cruciali che stanno ridefinendo il sistema pensionistico: l’invecchiamento demografico, i cambiamenti socioeconomici (inclusa la crescita del lavoro nella gig economy), la discontinuità tecnologica, l’aumento della longevità e le crescenti pressioni fiscali. Il report evidenzia che, nonostante sistemi molto diversi tra loro, tutti i Paesi affrontano la sfida di bilanciare la sostenibilità fiscale con l’adeguatezza delle pensioni e che la maggior parte sta convergendo verso modelli a contribuzione definita trasferibile e meccanismi di decumulo flessibili.

Italia: sfide demografiche e nuove opportunità per la previdenza
Nel contesto di trasformazioni demografiche, economiche e tecnologiche che stanno ridefinendo i sistemi previdenziali a livello globale, secondo il report di State Street anche il modello pensionistico italiano sta attraversando una fase di profonda evoluzione: l’Italia resta tra i Paesi OCSE con la più elevata spesa pensionistica pubblica, pari a circa il 16% del PIL, con oltre 10 milioni di pensionati che dipendono principalmente dal sistema pubblico gestito dall’INPS.
"Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione, il calo della natalità e la riduzione del rapporto tra lavoratori attivi e pensionati stanno mettendo sotto pressione la sostenibilità del sistema a ripartizione, mentre la diffusione di carriere discontinue e la crescita del lavoro autonomo contribuiscono a ridurre la base contributiva. In questo scenario cresce il ruolo potenziale della previdenza complementare, che nel 2024 contava quasi 10 milioni di aderenti e 243 miliardi di euro di patrimonio, pari a circa il 10% del PIL, ma resta ancora concentrata nelle imprese più grandi, tra i lavoratori più istruiti e nelle aree economicamente più dinamiche del Paese", scrive State Street, secondo cui anche la previdenza individuale, basata sui Piani Individuali Pensionistici, offre strumenti flessibili di accumulo ma rimane limitata per diffusione e attrattività, frenata da commissioni elevate, strategie di investimento conservative e incentivi fiscali contenuti, fattori che ne riducono l’appeal soprattutto tra giovani e lavoratori autonomi. 
Eppure, la ricerca mostra che il sistema sta iniziando a modernizzarsi: "L’accesso digitale ai servizi pubblici tramite MyINPS sta alzando le aspettative degli utenti, mentre l’ecosistema dei fondi pensione mostra spazi di innovazione nella gestione digitale delle posizioni degli aderenti, nell’integrazione dei dati e nei modelli di consulenza e distribuzione, ancora dominati dal canale bancario. Gli ampi e persistenti divari di partecipazione tra generi, territori e generazioni evidenziano il potenziale di crescita della previdenza integrativa. La sfida per l’Italia e per i suoi operatori sarà quindi rafforzare la sostenibilità del primo pilastro pubblico e, allo stesso tempo, ampliare l’accesso e l’attrattività delle forme di previdenza complementare, trasformando un sistema storicamente pubblico/centrico in un modello più equilibrato e resiliente di fronte ai profondi cambiamenti demografici ed economici globali".

Le opportunità nel Sistema pensionistico globale
Poiché tutti i Paesi si trovano ad affrontare sfide senza precedenti nei sistemi pensionistici, sta emergendo una nuova mappa di opportunità di miglioramento, che il report definisce “value pool” redditizi, aree di opportunità concentrate in cui i provider possono generare valore risolvendo i problemi più urgenti legati all’invecchiamento della popolazione.
"I risultati pensionistici sono sempre più influenzati dalla struttura, dalla governance e dall'esecuzione del framework in cui la pensione viene percepita, piuttosto che da prodotti isolati o soluzioni specifiche. La convergenza delle pressioni demografiche, politiche e dei mercati dei capitali, fa sì che le istituzioni in grado di coordinare l'architettura, la consulenza e l'execution su larga scala saranno in una posizione migliore per garantire un reddito duraturo, gestire il rischio e mantenere la fiducia nel tempo", conclude State Street.

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