Epap punta a incentivare il risparmio previdenziale e a incrementare il rendimento degli investimenti
Nella consapevolezza, tuttavia, che risulta indispensabile individuare forme di previdenza complementare che possano integrare il primo pilastro
27/02/2026
Redazione MondoInstitutional
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Tra gli obiettivi del nuovo Presidente di Epap (Ente Pluricategoriale di Previdenza e Assistenza dei professionisti nelle categorie degli Attuari, Chimici e Fisici, Dottori Agronomi e Dottori Forestali, e Geologi) Carlo Cassaniti e del nuovo Consiglio di Amministrazione vi è quello di incrementare ulteriormente il rendimento degli investimenti e di incentivare il risparmio previdenziale, nella consapevolezza che il sistema contributivo puro non può, da solo, garantire standard di vita adeguati. Pertanto, secondo Cassaniti, risulterà indispensabile individuare forme di previdenza complementare.

Lei è stato eletto da poco alla presidenza di Epap dal nuovo Consiglio di Amministrazione. Quali sono gli obiettivi principali che si è posto e vi siete posti per il mandato 2025/2030?
A settembre del 2025 ho assunto l’incarico di Presidente di Epap con grande senso di responsabilità e con la consapevolezza dell’ottimo lavoro fatto dal mio predecessore; infatti la proposta politica presentata agli iscritti si muove nel solco della continuità unitamente all’esigenza di forte rinnovamento. Epap è oggi un Ente Previdenziale Privato autorevole, con una struttura patrimoniale solida e in grado di generare valore ai propri iscritti. Vogliamo implementare ulteriormente il rendimento dei nostri investimenti e incentivare il risparmio previdenziale: sono questi, a mio parere, gli unici modi per vincere la sfida principale di ogni istituto di previdenza e soprattutto garantire pensioni appropriate e dignitose. Ci impegneremo nel potenziamento dei servizi agli iscritti e nel nuovo piano di comunicazione, attivando ulteriori iniziative di welfare attivo al fine di migliorare la qualità della vita lavorativa.

Come pensa di promuovere e sviluppare in particolare l’incentivazione del risparmio previdenziale?
Il primo punto del nostro programma elettorale è interamente dedicato all’adeguatezza delle prestazioni previdenziali e  alla promozione di nuove politiche mirate a migliorare le pensioni dei professionisti; alle misure introdotte nei passati mandati (aumento del contributo integrativo da destinare a montante dell’iscritto, contribuzione volontaria e supercontribuzione fino all’80% del reddito professionale netto, extra rendimento sui montanti degli iscritti) stiamo valutando una nuova fase di concertazione con le quattro categorie professionali afferenti ad Epap, al fine di rivedere le percentuali del contributo soggettivo per l’aumento dell’assegno pensionistico e del contributo integrativo per destinare una ulteriore unità percentuale a misure di welfare attivo. 

Di recente AdEPP ha fatto sapere che sta cercando di collaborare sempre di più con la previdenza complementare e con la sanità integrativa, nell’ottica di offrire agli iscritti maggiori tutele sul fronte della salute e una maggiore stabilità finanziaria durante il pensionamento. Qual è la sua opinione al riguardo?
Nella consapevolezza che un sistema contributivo puro non potrà mai garantire tassi di sostituzione in grado di consentire agli iscritti uno standard di vita adeguato, risulta indispensabile individuare forme di previdenza complementare che possano integrare il primo pilastro. Per quanto riguarda invece le diverse garanzie di assistenza sanitaria integrativa il nostro Ente è già impegnato da anni nella garanzia di diverse coperture (tra queste la copertura grandi interventi, LTC e TCM) ed è nostra volontà sicuramente migliorarle ed estenderle laddove possibile nei limiti delle disponibilità economiche. 

Sul fronte della gestione del patrimonio e degli investimenti dell’Ente, quali risultati avete ottenuto nel 2025 e quali sono le previsioni per i nuovi investimenti 2026?
Nel corso dell’anno 2025, la gestione del patrimonio ha conseguito risultati complessivamente positivi, in linea con gli obiettivi strategici definiti dall’Ente e coerenti con il profilo di rischio adottato. Il rendimento della componente liquida del portafoglio è prossimo al 5% mentre non è ancora disponibile il dato sul portafoglio complessivo. Tale risultato assume particolare rilievo alla luce di un contesto di mercato caratterizzato da persistenti incertezze macroeconomiche e da un quadro geopolitico complesso, che ha continuato a influenzare l’andamento dei principali mercati finanziari. Nel corso del 2025, l’Ente ha mantenuto un costante monitoraggio degli investimenti, ottimizzando posizioni già presenti in portafoglio e perseguendo una maggiore efficienza in termini di diversificazione, con l’obiettivo di migliorare il profilo rischio/rendimento complessivo e rafforzare la resilienza del patrimonio nel medio/lungo periodo. Le prospettive per il 2026 si presentano più complesse e caratterizzate da un elevato grado di incertezza. In tale contesto, la gestione del portafoglio sarà orientata non solo alla ricerca di adeguati livelli di rendimento e al contenimento dei rischi, ma soprattutto al mantenimento di una rigorosa coerenza tra gli obiettivi di investimento e l’orizzonte temporale dell’Ente. Il processo di investimento adotterà un approccio maggiormente selettivo con riferimento ai mercati quotati, privilegiando la qualità degli emittenti e la sostenibilità delle strategie nel tempo. Parallelamente, gli investimenti alternativi e tra questi gli asset reali, quali le infrastrutture, potranno continuare a svolgere un ruolo significativo quali strumenti di diversificazione del portafoglio.

L'intervista integrale è stata pubblicata su MondoInvestor nr. 259 di gennaio 2026

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