Una Sicav può assicurare un più efficiente processo di implementazione delle scelte allocative di un Fondo pensione. Ne è convinto Giuseppe Longo, Direttore Generale del Fondo Pensione Nazionale per il Personale delle BCC/CRA; il Fondo, infatti, ha di recente inaugurato una struttura multicomparto e profondamente revisionato la propria Asset Allocation Strategica (AAS).
Innanzitutto, è ormai operativa la Sicav che gestisce la maggior parte dei vostri investimenti mobiliari. Qual è quindi l’assetto di questa struttura?
La Sicav presenta una struttura multicomparto, con Fondaco Lux nel ruolo di management company, articolata in quattro sub fund distinti per macro classe di attivo: azionario, governativo, corporate e un comparto bilanciato. All’interno di ciascun sub fund operano primari asset manager internazionali, selezionati attraverso mandati globali e fortemente specializzati, così da massimizzare la profondità di competenze sulle singole asset class e ridurre il rischio di concentrazione gestionale.
A integrazione dell’architettura, sono stati trasferiti in Sicav anche fondi Ucits focalizzati su segmenti di mercato più specifici quali mercati emergenti, high yield, small cap azionarie o settori tematici come il biotech, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il set di opportunità di investimento e migliorare la diversificazione complessiva del portafoglio. Tale struttura è stata individuata non solo per l’efficacia dello strumento operativo, ma anche per assicurare un più efficiente processo di implementazione delle scelte allocative del Fondo pensione.
Anche alla luce di questo nuovo strumento di supporto ai vostri investimenti, come avete adattato la vostra asset allocation allo scenario macro?
L’introduzione della Sicav ha accompagnato una profonda revisione dell’asset allocation strategica, entrata in vigore nel dicembre 2025 e valida per il triennio 2026/2028. Il nuovo impianto è costruito per macro asset class (Monetario, Obbligazionario, Azionario, Absolute Return e Beni Reali) superando la tradizionale dicotomia tra componenti liquide e illiquide. Tale impostazione risulta particolarmente funzionale in presenza di una piattaforma d’investimento dedicata, strutturata in sub fund, poiché consente una gestione tattica più efficiente e reattiva alle condizioni di mercato, preservando al contempo una chiara visione strategica di lungo periodo. Inoltre, l’approccio per macro classi permette di integrare in modo organico asset tradizionali e alternativi, semplificando la gestione di eventuali sotto o sovra allocazioni nei mercati privati derivanti dallo stato di maturità del portafoglio alternativo del Fondo. In un contesto macroeconomico caratterizzato da maggiore volatilità e crescente incertezza geopolitica, riteniamo fondamentale disporre di un framework che permetta aggiustamenti graduali e disciplinati, senza compromettere la coerenza complessiva del portafoglio.
All’interno del vostro portafoglio di investimenti ci sono anche vari FIA dedicati ai mercati privati. Perché ritenete che puntare su quest’asset class si rivelerà vantaggioso?
I mercati privati continuano a rappresentare un pilastro strategico per un investitore istituzionale di lungo periodo come un Fondo pensione. Essi offrono benefici rilevanti in termini di diversificazione e di potenziale miglioramento del profilo rischio/rendimento, oltre a presentare una coerenza naturale con l’orizzonte temporale previdenziale. In un contesto come quello odierno, la capacità di intercettare premi di illiquidità e opportunità idiosincratiche assume un valore ancora più rilevante per un investitore istituzionale. I mercati privati, inoltre, offrono l’opportunità di sostenere in modo diretto l’economia reale, obiettivo pienamente coerente con la natura istituzionale del Fondo e con i valori del credito cooperativo. Il portafoglio alternativo del Fondo, la cui costruzione è stata avviata nel 2010, ha oggi raggiunto una fase di maturità che rende necessario un processo strutturato di rinnovo, volto a mantenere un adeguato livello di diversificazione per vintage, strategie e aree geografiche. In questo contesto, abbiamo recentemente concluso una selezione nel private debt con nuovi investimenti e stiamo portando avanti un articolato processo di selezione nel private equity che coinvolge diversi fondi attualmente in fase avanzata di analisi, il cui perfezionamento è atteso nel primo semestre del 2026.
L'intervista integrale è stata pubblicata su MondoInvestor nr. 259 di gennaio 2026
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