A fine 2025 sono 11,7 milioni le posizioni in forme complementari
Secondo i dati di Covip, il dato è in crescita del 5% rispetto a fine 2024 e corrisponde a 10,4 milioni di iscritti complessivi
02/02/2026
Redazione MondoInstitutional
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Alla fine del 2025, le forme pensionistiche complementari totalizzano un numero di posizioni pari a 11,7 milioni, in crescita del 5% rispetto a dicembre 2024. Lo comunica l'aggiornamento periodico di Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) sui principali dati statistici della previdenza complementare, in cui si precisa inoltre che a tali posizioni, comprensive anche quelle di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti di 10,4 milioni.
In particolare, per Covip, nei Fondi negoziali le posizioni sono cresciute di 269.800 unità (+6,4% rispetto a dicembre 2024), per un totale complessivo di 4,514 milioni: "All'aumento hanno contribuito in misura maggiore il fondo del pubblico impiego (+42.500 posizioni) e quello rivolto al settore edile (+58.900 posizioni), quest’ultimo destinatario di adesioni contrattuali di lavoratori attraverso il versamento di un contributo, ancorché di importo modesto, a carico del solo datore di lavoro; significativi incrementi si sono registrati nel fondo destinato ai lavoratori del commercio e in quello rivolto all’industria metalmeccanica (rispettivamente, +32.800 e +27.900 posizioni)".
Nelle forme pensionistiche di mercato, invece, si contano 178.400 posizioni in più nei Fondi aperti (+8,6%) e 107.100 in più nei Pip (+2,8%); alla fine del 2025, il totale delle posizioni in essere in tali forme è pari, rispettivamente, a 2,262 milioni e 3,972 milioni. Nel corso del 2025 sono stati raccolti contributi per 17,4 miliardi di euro, in crescita del 10,1% rispetto al 2024. L’incremento risulta maggiore per Fondi negoziali (10,9%) e Fondi aperti (15,4%) e minore per i Pip (+5,6%).
Guardando ai rendimenti delle forme di previdenza complementare, invece, Covip segnala che nel 2025 essi si sono rivelati positivi, grazie a condizioni dei mercati finanziari nel complesso distese nonostante la fase di accentuata volatilità nella prima parte dell’anno dovuta dell’acuirsi delle tensioni commerciali. Per i comparti azionari si riscontrano rendimenti medi del 7,7% nei Fondi negoziali e del 9,6% in quelli aperti; nei Pip di ramo III il rendimento è stato del 7,8%. Nelle linee bilanciate i risultati sono in media pari al 5,1% nei Fondi negoziali e al 5,5% nei Fondi aperti; nei Pip, invece, sono pari al 3,5%. Rendimenti medi dell’ordine dell’1/2% si rilevano infine per i comparti obbligazionari e garantiti.
Covip precisa inoltre che, valutando i rendimenti su orizzonti temporali più lunghi e coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, nel periodo di dieci anni da fine 2015 a fine 2025 i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano tra il 4,8% e il 5,1% per tutte le tipologie di forme pensionistiche; per le linee bilanciate, i rendimenti medi sono compresi tra l’1,9 e il 2,9%. La maggior parte delle linee garantite e obbligazionarie mostra invece rendimenti medi positivi ma inferiori all’1%; le gestioni separate di ramo I dei Pip, che contabilizzano le attività al costo storico e non al valore di mercato, ottengono un rendimento medio dell’1,5%. Nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR è risultata pari al 2,5%.
La Commissione segnala inoltre che, a fronte di rendimenti medi pluriennali attestatisi su livelli molto vicini per le diverse tipologie di forma pensionistica, l’esposizione in titoli di capitale delle linee di investimento azionarie è in media più bassa per i fondi negoziali (60,2%) in confronto alle forme di mercato (rispettivamente, 78,7% per i fondi aperti e 93,1% per i PIP); stesse evidenze si registrano per i comparti bilanciati. I Fondi negoziali sono anche le forme che registrano in media i costi più contenuti.
"Osservando la distribuzione dei risultati dei singoli comparti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e le diverse linee di investimento, tutti i comparti azionari mostrano rendimenti più elevati rispetto ai comparti obbligazionari e a quelli garantiti oltreché al TFR; situazione analoga si registra per la netta prevalenza dei comparti bilanciati di Fondi negoziali e Fondi aperti. Per ciascuna tipologia di linea di investimento, i Fondi negoziali mostrano nel complesso una dispersione dei rendimenti dei singoli comparti inferiore a quella di Fondi aperti e Pip", conclude infine Covip.

I principali dati statistici della previdenza complementare a fine 2025 sono disponibili cliccando qui.

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