Finanziari: fondamentali stabili e redditività elevata e gestione attiva del rischio, a cura di Algebris
Algebris nel 2026 rimarrà investita e con posizioni lunghe sul credito finanziario
19/01/2026
Redazione MondoInstitutional
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Il 2025 è stato un anno denso di eventi macro che però hanno avuto un impatto sui mercati complessivamente contenuto. Anche episodi di volatilità come quelli in corrispondenza del “Liberation Day” e dell’introduzione dei dazi nel corso dell’estate hanno visto una reazione dei mercati sorprendentemente moderata. La performance delle nostre strategie sul credito finanziario è stata molto solida, e questo è dovuto innanzitutto a un quadro fondamentale già robusto, che nel corso dell’anno si è ulteriormente rafforzato. Le banche arrivavano al 2025 con livelli di patrimonializzazione ai massimi storici e oggi esprimono anche la migliore redditività degli ultimi 15 anni: elementi che hanno sostenuto il comparto nonostante i rischi macro.
Guardando al 2026, ci aspettiamo che questo quadro fondamentale a livello di settore bancario, soprattutto europeo, rimanga complessivamente stabile: solidità patrimoniale e redditività ancora su livelli elevati. Tuttavia, guardando ai mercati in generale, il quadro futuro secondo noi è un po' meno leggibile. Sul fronte tecnico, per i finanziari prevediamo una moderata riduzione delle nuove emissioni, mentre dal punto di vista delle valutazioni, oggi vediamo spread più compressi e collocati nella parte bassa del range degli ultimi anni, coerentemente con fondamentali ai massimi.
Proprio perché molti temi emersi nel 2025 sono stati prezzati solo in parte, affrontiamo il 2026 con un approccio più prudente. Ad esempio, l’eventuale rimozione dei dazi da parte dalla Corte Suprema resta un elemento di incertezza. Dopo una prima lettura molto negativa ad aprile, i mercati, in particolare credito e tassi, hanno poi trovato un parziale conforto nella narrativa secondo cui i dazi avrebbero contribuito a ridurre il deficit. In caso di rimozione, il tema dello squilibrio fiscale potrebbe tornare rapidamente al centro dell’attenzione. Inoltre, nonostante l’euforia su AI e Magnifiche 7 degli ultimi anni, i flussi di cassa potrebbero non essere sufficienti a finanziare integralmente i piani di investimento, portando a nuove emissioni da parte del settore tecnologico nell’ordine di 300/450 miliardi, con implicazioni potenzialmente rilevanti per il credito investment grade.
Pertanto, se per i finanziari il quadro tecnico potrebbe migliorare nel 2026, il resto del mercato potrebbe sperimentare condizioni meno favorevoli. E poiché i finanziari rappresentano una componente importante dell’universo investment grade globale, non ci aspettiamo siano totalmente immuni: benché opportunità e solidità fondamentale restino, timing e potenziale volatilità potrebbero diventare più determinanti. Ovvero, alcuni eventi che nel 2025 i mercati avevano assorbito con reazioni modeste potrebbero risultare più rilevanti nel 2026.
Alla luce di questo scenario, la nostra esposizione complessiva è oggi leggermente ridotta rispetto a un anno fa. Restiamo investiti, con un orientamento costruttivo sul credito finanziario, interessante per fondamentali e profilo di rendimento rispetto ad altre aree di mercato. Manteniamo inoltre una quota di liquidità per sfruttare eventuali fasi di volatilità o eventi inattesi, che riteniamo più probabili nel corso dell’anno.

A cura di Sebastiano Pirro, CIO & Financial Credit Portfolio Manager di Algebris Investments

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