Comunicazione di marketing
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale è passata da campo di ricerca avveniristico a leva concreta di trasformazione tecnologica ed economica. Se l’entusiasmo dei mercati è stato trainato da modelli generativi e dal rilascio di strumenti come ChatGPT, per l’investitore istituzionale resta fondamentale distinguere tra clamore e sostanza. La vera questione, oggi, non è “se” l’IA sarà rilevante, ma “come” strutturare un’esposizione che vada oltre la superficie, integrandola in modo core all’interno di un portafoglio tecnologico.
È qui che emergono (talvolta sorprendenti) delle alternative ai tradizionali nomi della Silicon Valley. Semiconduttori, certo, ma anche energia nucleare e videogaming stanno costruendo silenziosamente le fondamenta su cui l’intelligenza artificiale può scalare.
Il tessuto materiale dell’intelligenza artificiale: semiconduttori
Nessuna intelligenza artificiale può esistere senza una base hardware. I modelli, per essere addestrati e distribuiti, hanno bisogno di una potenza computazionale che solo alcune architetture hardware sono in grado di fornire. GPU ad alte prestazioni, chip personalizzati (ASIC, FPGA, TPU), soluzioni di memoria specializzata e infrastrutture per il calcolo distribuito costituiscono il “substrato fisico” dell’intelligenza artificiale.
L’intera catena di valore dei semiconduttori, dai progettisti fabless come NVIDIA e AMD, ai produttori di chip come TSMC, fino ai fornitori di macchinari avanzati come ASML, è oggi uno snodo critico per l’evoluzione dell’IA. L’esposizione a questo segmento, selettiva e focalizzata, consente di partecipare direttamente alla fase di espansione infrastrutturale del settore.
Va tuttavia ricordato che si tratta di un’industria fortemente ciclica, esposta a fattori geopolitici e vincoli di offerta che possono generare volatilità anche marcata nel breve periodo. Questo ne rende il peso in portafoglio sensibile alla capacità dell’investitore di sopportare andamenti erratici e performance volatili nel percorso verso una tesi di lungo termine.
Energia per pensare: il ritorno strategico del nucleare
C’è un paradosso poco discusso nel mondo dell’IA: più i modelli si fanno “immateriali”, più necessitano di energia fisica. Secondo analisi recenti, l’espansione dei data center alimentati da IA porterà nei prossimi anni a una crescita esponenziale della domanda elettrica, al punto da minacciare la sostenibilità energetica in assenza di scelte infrastrutturali radicali (vedi grafico 1).
Grafico 1 - L'aumento della domanda di energia elettrica causato dall'uso dell'IA

Fonte: Goldman Sachs (via Masanet et. al, 2020, AIE, Cisco e Goldman Sachs Global Investment Research). Solo a scopo illustrativo.
Ed è in questo contesto che il nucleare sta risorgendo come soluzione strategica. Non si tratta solo di una fonte a basse emissioni: è anche l’unica in grado, a oggi, di garantire potenza scalabile e continua, indipendente dalla variabilità climatica. Alcuni grandi hyperscaler come Amazon, Microsoft e Google hanno già annunciato partnership con fornitori di energia nucleare, inclusi progetti pionieristici su reattori modulari di nuova generazione (1) .
L’ecosistema delle società legate al nucleare (dalle minerarie di uranio ai fornitori di combustibile, dagli operatori di impianti fino ai costruttori di infrastrutture) sta così diventando un proxy per la crescita dell’IA, ma con un profilo rischio/rendimento decorrelato rispetto al settore tech. I rischi non mancano: il sentiment politico, i costi di costruzione e la gestione a lungo termine dei rifiuti restano sfide strutturali. Tuttavia, il ruolo strategico del nucleare come abilitatore dell’IA potrebbe, nel tempo, ridefinirne la percezione di rischio.
L’interfaccia umana dell’IA: videogaming come laboratorio di innovazione
Se i semiconduttori sono il motore e il nucleare il carburante, il settore dei videogiochi rappresenta forse il banco di prova più avanzato dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana. Il gaming, lungi dall’essere solo intrattenimento, è oggi un settore che sperimenta l’integrazione dell’IA in ogni sua fase: dalla creazione di contenuti personalizzati all’ottimizzazione delle dinamiche pubblicitarie, fino alla generazione automatica di ambienti interattivi.
Alcune delle aziende più dinamiche del comparto stanno usando motori di IA generativa per la progettazione di mondi virtuali, strumenti creativi per utenti e modelli predittivi per la monetizzazione attraverso pubblicità e in game spending. Non è un caso se la crescita degli utili, specialmente nell’ultimo anno, è stata così marcata (vedi grafico 2). Anche l’evoluzione degli utenti globali continua a mostrare una traiettoria strutturale (2) , nonostante una concorrenza intensa e regolamentazioni in evoluzione.

Fonte: VanEck. Calcoli basati sui componenti del VanEck Video Gaming & Esports UCITS ETF dal suo lancio. Dati al 30 novembre di ogni anno.
Dal punto di vista di portafoglio, il settore offre un’esposizione tematica decorrelata da quella dei giganti tecnologici tradizionali (3). Tuttavia, rimane esposto alla ciclicità della spesa discrezionale e alla necessità continua di innovare i contenuti. Il rischio di concentrazione su pochi titoli di successo può inoltre amplificare l’instabilità.
Conclusione: integrare, non rincorrere
Per l’investitore professionale, il tema dell’IA non dovrebbe essere affrontato con un approccio opportunistico o esclusivamente speculativo. Al contrario, date le sue implicazioni trasversali, l’IA merita un’integrazione strategica, core, nella costruzione dell’allocazione tecnologica di lungo termine.
Guardare oltre i nomi più noti, esplorando i segmenti che rendono possibile, in senso fisico, energetico e sociale, il funzionamento dell’IA, può portare valore sia in termini di diversificazione che di posizionamento rispetto a driver strutturali. Semiconduttori, nucleare e gaming rappresentano tre porte di accesso diverse ma interconnesse a questo scenario.
Non sono scommesse. Sono, se scelte con consapevolezza, strumenti per costruire, e non solo inseguire, il futuro dell’innovazione.
A cura di Salvatore Catalano, Country Head Italy di VanEck (Europe) GmbH Succursale Italiana
Note
(1) = Fonte: Amazon, Microsoft, Google;
(2) = Fonte: Newzoo Global Games Market Report 2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024;
(3) = Fonte: VanEck. Analisi eseguita dal 2018 al 2024.
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