Relativamente alla gestione finanziaria orientata agli investimenti, integrare le tematiche ESG nei processi strategici e operativi consente di migliorare il profilo rischio/rendimento del suo portafoglio e di generare impatti positivi per l’ambiente e le persone nel medio e lungo periodo. È la convinzione espressa da Enpapi (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) a seguito dell'approvazione del bilancio 2024, in un focus sui propri investimenti in portafoglio. Enpapi ritiene che tale approccio faccia parte del proprio dovere fiduciario di agire sempre nell’ottica di soddisfazione delle aspettative e a beneficio dei propri iscritti.
"In particolare, Enpapi intende favorire l’utilizzo delle risorse finanziarie anche come leva per sostenere lo sviluppo del bacino degli iscritti o l’avvio di iniziative volte a valorizzare la libera professione infermieristica, soprattutto con riferimento a quella esercitata in modalità libero professionale. L’integrazione strategica degli aspetti ESG, insieme a quelli economici e finanziari, all’interno dei processi è, infine, coerente con l’orizzonte di lungo termine in cui l’Ente realizza gli investimenti, con la crescente attenzione alle tematiche di sostenibilità da parte degli operatori economici e dei mercati finanziari e con l’intenzione di generare valore condiviso per tutti gli stakeholder di riferimento dell’Ente", si legge nell'approfondimento di Enpapi, che ritiene che tali considerazioni debbano applicarsi, ove tecnicamente possibile, all’intero universo degli investimenti effettuati, pur con le specificità tipiche delle singole tipologie di strumenti finanziari.
Enpapi ha quindi deciso di impegnarsi in alcune specifiche tematiche, in coerenza con la propria vocazione, i propri valori identitari e le specificità della categoria professionale infermieristica. Gli aspetti sociali, ambientali e di buona governance più rilevanti sono stati individuati utilizzando come quadro di riferimento i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDG) definiti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile approvata nel 2015 dalle Nazioni Unite. La Cassa ricorda che nel corso del 2023 era stata infatti indetta una procedura per l’individuazione del soggetto cui affidare il servizio di valutazione e reportistica del punteggio ESG e del rischio ESG del patrimonio, aggiudicato a Nummus.Info, la quale ha effettuato, come richiesto, un aggiornamento infra annuale ed uno al 31 dicembre 2024 della misurazione del livello di sostenibilità del portafoglio rispetto ai diversi fattori ESG.
Enpapi chiarisce che tali analisi "comprendono la valutazione della sostenibilità di portafoglio in termini di: solidità ESG degli asset manager (sia Ucits che FIA) in termini di cultura, processi, attività di engagement e reporting; integrazione ESG nel processo di investimento e reporting, verifica del tema delle cluster bomb e della carbon footprint". Il portafoglio complessivo di Enpapi ha quindi ottenuto un rating ESG pari a B+ al 31 dicembre 2024, posizionandosi così nella fascia "Average": "Tale rating ESG deriva da un punteggio numerico, ESG Quality Score (61.30), che a sua volta sintetizza i punteggi ottenuti nei tre pilastri Environmental, Social e Governance. Nel complesso, il portafoglio presenta un profilo ESG buono, quindi investito in emittenti con una discreta gestione dei rischi di sostenibilità".
Per quanto concerne le misure relative alle controversie, alla carbon footprint e alle soluzioni a impatto sostenibile, Enpapi precisa che l’analisi si è concentrata sulla parte liquida di portafoglio. "I primi 10 emittenti corporate in portafoglio caratterizzati dalla peggiore situazione in termini di controversie ESG (controversie molto gravi) hanno complessivamente un peso marginale. L’indicatore WACI (Weighted Average Carbon Intensity), che misura l’esposizione del portafoglio alle società ad alta intensità di carbonio, risulta pari a 97.4 tCO2e/$M, definendo così un carbon risk di portafoglio "Moderato". L’esposizione dei ricavi alle soluzioni a impatto sostenibile, che riflette la misura in cui i ricavi aziendali sono esposti a prodotti e servizi che aiutano a risolvere le principali sfide sociali e ambientali del mondo, risulta "Moderata"", si legge ancora nella nota di Enpapi.
A livello di macro asset class presenti in portafoglio, la componente azionaria (fondi azionari liquidi) ha un profilo ESG migliore rispetto a quella obbligazionaria (fondi obbligazionari liquidi). Infatti, tutti i fondi azionari si posizionano nella fascia di rating ESG "Leader" (A; A+). La componente obbligazionaria (fondi obbligazionari liquidi) rappresenta invece una quota più consistente del portafoglio, pari al 23,78%, e i fondi obbligazionari si posizionano prevalentemente nella fascia di rating ESG "Average".
Inoltre Enpapi rende noto che gli unici tre titoli di debito liquido detenuti direttamente, con un peso del 15,7% sul portafoglio complessivo, sono Btp e il loro rating riflette il profilo ESG dello Stato italiano, pari a B+. La quota della componente illiquida di portafoglio presenta un profilo ESG nella media: infatti, tutte le sotto componenti della parte di portafoglio illiquida hanno ricevuto una valutazione complessiva di B+, tranne la componente real asset, che ha ricevuto una valutazione pari a B.
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