Assicurazioni: la raccolta premi 2023 ha sfiorato i 145 miliardi
Secondo i dati di Ania, il settore assicurativo ha registrato performance di crescita rilevanti anche in un contesto complesso
02/04/2024
Redazione MondoInstitutional
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Nonostante il 2023 sia stato un anno caratterizzato ancora da forti incertezze economiche derivanti da alti tassi di interesse, da un’inflazione media annua elevata e da una crescita lenta del Pil, il settore assicurativo ha registrato, in particolare nella raccolta premi dei rami Danni e in quella dei prodotti tradizionali Vita, performance di crescita rilevanti, rispettivamente +7,7% e +9,2%. Lo sottolinea Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), che aggiunge anche che "ciò, insieme a livelli molto elevati di capitalizzazione delle imprese assicurative, ha confermato come il nostro sia un comparto solido a cui le famiglie e le imprese si rivolgono per ottenere protezione contro eventi avversi e per allocare i propri risparmi attraverso forme di investimento con garanzia dei capitali conferiti. Le polizze Vita rimangono, infatti, una delle forme più importanti di impiego per il risparmio gestito e pesano per circa il 14%1 dello stock di attività finanziarie delle famiglie italiane".
Complessivamente i premi raccolti nel 2023 da tutte le imprese (sia italiane sia rappresentanze o imprese in LPS) operanti in Italia hanno sfiorato i 145 miliardi di euro, in linea con quanto raccolto nel 2022, anno in cui il volume premi risultava invece in calo del 9,4%. Con riferimento alle sole Compagnie di assicurazione nazionali e alle rappresentanze per l’Italia di imprese extraeuropee, nel 2023 la raccolta premi complessiva ha sfiorato i 130 miliardi, sostanzialmente in linea con la raccolta premi del 2022. Ania ha tuttavia registrato un andamento di segno opposto nei due principali macro comparti: all’espansione del volume della raccolta premi nel settore Danni (+6,6%) si è contrapposto il calo più contenuto registrato nel comparto Vita (-3,5%). Anche l’incidenza dei premi totali (Vita e Danni) sul Prodotto Interno Lordo è rimasta stabile, attestandosi al 6,6%.  Le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento (91% del mercato Vita e Danni) hanno invece registrato nel 2023 una crescita dei premi contabilizzati (+6%). Scrive Ania in una nota: "Vi ha contribuito il marcato aumento dei premi del settore Danni (+14,2%) che ha più che compensato la contrazione del volume premi del settore Vita (-7,2%). Con un volume premi (per il campione di imprese rilevato) pari a 10 miliardi, le rappresentanze di imprese europee incidono per circa il 7% della raccolta premi totale. Le imprese che operano in libera prestazione di servizi (LPS), facenti parte di gruppi assicurativi Ivass che hanno aderito alla rilevazione (la quasi totalità) hanno contabilizzato circa 5,5 miliardi di premi registrando una diminuzione di oltre il 20% rispetto al 2022". 
Riguardo alla raccolta dei rami Vita, le Compagnie nazionali e le rappresentanze di imprese extra europee nel 2023 hanno raccolto una cifra poco superiore a 91 miliardi, in calo del 3,5% rispetto al 2022, quando invece i premi diminuivano dell’11%. Secondo i dati Ania, il calo è stato però determinato essenzialmente dalle polizze unit linked (ramo III) e solo in modo marginale dalle polizze di capitalizzazione (ramo V): "Infatti, i premi di ramo III (polizze linked) sono diminuiti nel 2023 del 32% (per un ammontare che è sceso sotto i 20 miliardi), come conseguenza di una generalizzata volatilità dei mercati azionari e obbligazionari che ha allontanato (in un momento di forte incertezza dei mercati finanziari) i risparmiatori da questa tipologia di investimento. Allo stesso modo, ma con volumi molto più contenuti, i premi del ramo V (capitalizzazione) sono diminuiti di oltre il 24%. Al contrario, i premi relativi ai contratti Vita tradizionali di ramo I/Vita umana sono aumentati del 9,2% (con un volume di oltre 66 miliardi). In uno scenario economico/finanziario caratterizzato da una sostenuta inflazione e da alti tassi di interesse, ma anche da elevata incertezza, è risultata molto appetibile la possibilità di investire in forme di risparmio che garantiscano almeno il mantenimento del capitale investito (spesso abbinato a rendimenti minimi". Le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento (l’87% del settore Vita) hanno invece registrato nel 2023 una variazione negativa dei premi contabilizzati (-7,2% per 3,3 miliardi di volume), per effetto del calo dei premi delle polizze di ramo III (-15,7%) che costituiscono oltre il 63% del business Vita complessivo distribuito da queste imprese. Anche le imprese operanti in LPS (che raccolgono premi solo nel ramo III) hanno registrato una forte contrazione (-21%), per un volume di poco superiore ai 5,4 miliardi. 
Parlando dei rami Danni, invece, alla fine di dicembre 2023 i premi contabilizzati delle imprese nazionali ed extraeuropee sono risultati in crescita del 6,6% rispetto al 2022 per un volume di 38 miliardi di euro. Per Ania, questo risultato positivo è stato determinato da un aumento dei premi del ramo R.C. Auto (+4,3%) e da una crescita significativa dei premi negli altri rami Danni (+7,7%). "La crescita del ramo R.C. Auto deve essere inquadrata nel nuovo contesto economico e finanziario venutosi a creare, in particolare, a seguito delle tensioni geopolitiche internazionali che hanno avuto un impatto significativo sul fattore esogeno dell’inflazione e di conseguenza sull’andamento generale del costo dei sinistri. In sostanza, l’aumento del volume premi nel 2023 (a fronte di un parco di veicoli assicurati sostanzialmente invariato) è funzione di una lieve contrazione della frequenza sinistri (-1,3%) e di un aumento di oltre il 5% del loro costo medio", si legge ancora nel comunicato di Ania, che poi aggiunge: "Va comunque evidenziato che negli 11 anni precedenti (dall’autunno 2012 fino a giugno 2022) si era registrata una riduzione del premio medio che aveva sfiorato il 40%. Per quanto riguarda gli altri rami Danni, si conferma un trend in forte espansione che testimonia la crescente propensione degli italiani a proteggersi in modo più adeguato contro i rischi della persona, dei beni e del patrimonio. L’aumento complessivo di questo comparto è stato del 7,7% e sono risultati in crescita i premi di tutti i rami: il ramo R.C. Generale, più rappresentativo in termini di premi rispetto agli altri (con un volume di 1,4 miliardi, circa il 20% del totale settore), ha registrato nel 2023 una variazione positiva del 6,7%. 

Per leggere il comunicato di Ania, cliccate qui.

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