Inarcassa: avanzo economico stimato a 646 milioni di euro
Il budget 2023 prevede per il prossimo anno un flusso di entrate contributive al di sopra di 1,3 miliardi di euro
05/12/2022
Redazione MondoInstitutional
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Le previsioni del budget 2023 di Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti), approvato dal Comitato Nazionale dei Delegati, stimano per il prossimo anno un flusso di entrate contributive al di sopra di 1,3 miliardi di euro e un avanzo economico di circa 646 milioni di euro. Inarcassa precisa anche che il patrimonio investibile a valori di mercato si è attestato a circa 12,5 miliardi di euro, "grazie al costante e puntuale monitoraggio degli eventi finanziari ed alle azioni messe in atto per contenere i rischi sul portafoglio".
In coerenza con il budget dello scorso anno, la Cassa comunica inoltre che la platea degli associati a fine 2022 conterà circa 176.800 liberi professionisti, in aumento dell’1,6% sul 2021; tendenza positiva confermata dalla previsione di 177.500 iscritti nel 2023. L’incremento del numero dei pensionati risulta in linea con le proiezioni del bilancio tecnico e dovrebbe attestarsi a fine anno a 43 mila, raggiungendo, per fine 2023, le 46 mila unità.
"Le attese sui redditi 2021 delle due categorie sono estremamente positive; il monte redditi degli iscritti dovrebbe infatti evidenziare un aumento di almeno il 15% rispetto all’anno precedente, recuperando la mancata crescita del 2020, legata al blocco delle attività produttive, e riposizionandosi su quel sentiero di crescita sostenuta che era saldamente in corso nel triennio immediatamente precedente la pandemia", spiega ancora Inarcassa in una nota, proseguendo: "La stima, in linea con il quadro economico generale, è di una ulteriore crescita nel 2022 dei redditi aggregati degli iscritti, con una variazione positiva (+4,4%) del reddito medio, stimato nel 2022 sui 32mila euro, e di una crescita dell’1,6% degli iscritti dichiaranti".
Consolidare, rafforzare e sostenere la libera professione è un tema prioritario non solo per la politica ma soprattutto per gli operatori di previdenza che devono garantire un futuro pensionistico ai propri iscritti. Una forte sollecitazione che esorta le nostre categorie a scelte coraggiose e rigorose", ha dichiarato Giuseppe Santoro, Presidente di Inarcassa. "Il mondo del lavoro, infatti, è in continua evoluzione, sospinto da estenuanti mutazioni normative; dai bisogni della collettività; dalla necessità di difendere e garantire un ambiente ogni giorno più fragile; dall’esigenza di dover gestire emergenze sanitarie un tempo impensabili. Le professioni tradizionali sono oramai irriconoscibili e l’incessante trasformazione dell’economia, sempre più tecnologica e virtuale, impone flessibilità, specializzazione e aggregazione. È l’impegno che, come architetti e ingegneri, dobbiamo prendere per concorrere alla ripresa del nostro Paese. Ma raggiungere l’obiettivo non sarà possibile se non avremo al fianco governo e istituzioni". 

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