Cnpr: il 2023 terminerà con un utile lordo di 69 milioni di euro
La Cassa di previdenza ha anche approvato l’aggiornamento dell’analisi ALM valevole per il triennio 2023/2025
02/12/2022
Redazione MondoInstitutional
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L’Assemblea dei Delegati della Cnpr (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Ragioneri e dei Periti Commerciali) ha approvato l’assestamento del preventivo 2022 e il bilancio di previsione per l’anno 2023. Quest'ultimo dovrebbe terminare con un utile lordo di 68,98 milioni di euro.
"Il 2022 è influenzato da una sensibile compressione dei rendimenti del patrimonio mobiliare, fortemente influenzato dall’elevata volatilità dei mercati finanziari nei primi sei mesi del 2022, derivata dagli effetti del conflitto tra Russia e Ucraina, nonché dalla conseguente inflazione, generata dalle sanzioni imposte dall’Europa e dagli Stati Uniti al petrolio e al gas di produzione Russa, che ha comportato un’eccezionale impennata dei prezzi", sottolinea l'Ente in una nota. "Tali eventi hanno oltremodo influenzato la politica monetaria delle Banche Centrali, chiamate a fronteggiare l’elevata inflazione, con conseguente innalzamento dei tassi d’interesse, il cui impatto si è riverberato sia sul mercato azionario che su quello obbligazionario, mai così così correlati come in questo anno. L’assestamento del budget, grazie anche alla breve ripresa di fiducia dei mercati in luglio e agosto ha consentito di contenere l’accertamento della svalutazione degli investimenti iscritti nel circolante, rappresentati dai mandati di Gestione Patrimoniale Mobiliare", spiega la Cassa.
Il budget assestato del 2022 della Cnpr sottoposto all’approvazione dell’Assemblea rileva quindi un risultato al lordo delle poste di rettifica, iscritte all’insegna della prudenza, positivo per 85,04 milioni e un risultato netto negativo di 14,15 milioni. Le rettifiche che influenzano il risultato netto sono legate all’incremento di 41 milioni della svalutazione delle attività finanziarie, che esprimono un dato assestato di 66 milioni, e dalla riduzione della svalutazione dei crediti per 1,3 milioni, che portano la svalutazione dei crediti iscritti nell’attivo circolante a 33,2 milioni. "Il budget assestato non tiene conto delle variazioni positive derivanti dal riaccertamento di contributi pregressi, interessi di mora e sanzioni già svalutate in passato, che saranno oggetto della consuntivazione tutt’ora in corso a seguito dell’adesione degli iscritti al provvedimento straordinario di incentivazione alla regolarità contributiva, che in base alle domande processate dall’ente, presentate entro lo scorso 20 ottobre ha registrato 10.361 domande", precisa la Cnpr.
Il bilancio di previsione assestato della Cassa evidenzia inoltre una leggera crescita delle entrate contributive, pari a 6,7 milioni, che portano l’assestamento delle entrate per contributi a 311,8 milioni, a fronte di una morosità che al mese di settembre era di poco superiore al 16% rispetto all’accertamento della contribuzione dovuta. La spesa per le prestazioni previdenziali e assistenziali si assestano a 247,3 milioni con un incremento di 1,1 milioni, mentre le prestazioni assistenziali si contraggano di 0,250 milioni, con una previsione di fine esercizio pari a 7,65 milioni di euro.
Passando al 2023, il preventivo della Cnpr pronostica un risultato al lordo delle rettifiche di valore pari a 68,98 milioni (4,68 milioni il risultato netto). "Sono stime all’insegna della significativa prudenza, che valutano un leggero incremento della contribuzione degli iscritti, in considerazione dell’adeguamento della contribuzione minimale per effetto dell’inflazione in misura pari al 4,31%", precisa la Cassa. In particolare, la contribuzione è stimata in 315,41 milioni riferita a una popolazione tra iscritti attivi e pensionati che proseguano l’attività di 27.860 soggetti. La spesa per le prestazioni istituzionali, anch'essa in crescita per l’effetto della perequazione delle prestazioni dal 1° gennaio 2023 in misura pari al 4,31%, prevede un costo di 256,37 milioni riferito a una stima di 11.354 pensionati, con un incremento rispetto al budget assestato di 9,07 milioni di euro. I proventi lordi derivanti dagli investimenti sono stimati in 71,3 milioni, di cui 10,95 provenienti da investimenti immobilizzati e 60,35 milioni dagli investimenti iscritti nell’attivo circolante, con un decremento di 25,04 milioni rispetto al budget assestato. Gli oneri derivanti dagli investimenti iscritti nel circolante sono stimati in 43,02 milioni, con una contrazione di 23,5 milioni di euro rispetto al budget assestato.
Il risultato netto derivante dalla gestione finanziaria degli investimenti è indicato per il 2023 pari 28,18 milioni di euro contro i 29,72 milioni di euro del budget assestato 2022. "Il patrimonio, che alla data del 18 novembre 2022 registra un rendimento finanziario da inizio anno 2022 negativo del 10,86% delle gestioni a mandato, a valori di mercato pari a 982,25 milioni", sottolinea l'Ente, che poi spiega anche come prosegua nell’assestamento della previsione 2022 e nella previsione del risultato 2023, la politica del prudente apprezzamento dei crediti verso gli iscritti, che portano la Cassa a svalutare sensibilmente i crediti contributivi per 32,7 milioni nel 2022 e 34,8 milioni nel 2023.
La Cnpr ha anche approvato l’aggiornamento dell’analisi ALM valevole per il triennio 2023/2025. "L’analisi della strategia di investimento del prossimo triennio si pone il perseguimento di una sensibile accelerazione del processo di contrazione della componente investita in immobili, che è prevista alla fine del periodo 2025 pari 27,7%, con una riduzione dal posizionamento al 30 giugno 2022 pari 34,6%. L’obiettivo di rendimento reale resta fissato al 2,4% netto, mentre quello nominale è ridotto al 5,1% a seguito di una maggiore inflazione stimata nel triennio (2,7%). L’indice di sostenibilità è in miglioramento registrando sulla scorta dei valori a mercato al 30 giugno 2022 un funding ratio pari a 89,6% e un valore atteso alla fine del 2022 identico. La crescita del funding ratio rispetto alla precedente analisi migliora del 6,2%", afferma la Cassa.
Nel dettaglio, l’allocazione del patrimonio mobiliare della Cnpr nel prossimo triennio vede una leggera decrescita del posizionamento sui mercati azionari (al 30% rispetto al 32% attuale), un incremento della classe d’investimento alternativa (al 12%: 2% la componente liquida e 10% quella illiquida), un rialzo sulle asset class obbligazionarie (al 51,15% rispetto 48,2% attuale) e una leggera crescita delle partecipazioni (dal 3,8% al 4%).
L’Ente ha inoltre approvato il nuovo bilancio tecnico attuariale redatto sulla base dei dati al 31 dicembre 2021, che attesta la sostenibilità a 50 anni del fondo previdenziale, nonché il rispetto dei requisiti richiesti dalla legge 335/1995 in tema di equilibrio finanziario a 30 anni.

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