Enpap ed Enpapi scrivono alla Banca Popolare di Sondrio
Richieste informazioni circa l’iscrizione dell'Istitutio di credito nell’elenco delle cosiddette "Banche Armate"
28/07/2022
Redazione MondoInstitutional
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Enpap (Ente di Previdenza degli Psicologi) ed Enapapi (Ente di Previdenza degli Infermieri) hanno inviato, nei giorni scorsi, una lettera alla Banca Popolare di Sondrio con l’intento di avere informazioni riguardo alle politiche dell’ente creditizio in merito alla gestione dei movimenti finanziari che lo hanno portato all’iscrizione nell’elenco delle cosiddette "banche armate".
La lettera delle due Casse di previdenza segue alla recente pubblicazione dell’edizione 2022 (relativa ai dati del 2021) della “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento” (Relazione), con la quale il Parlamento Italiano svolge l’attività di controllo prevista dalla Legge in ordine alle cosiddette “Banche Armate”.
In particolare, la Relazione riferisce su tutte le operazioni autorizzate inerenti la vendita di armamenti all’estero ed è prevista dalle Legge 185/90, che norma queste operazioni nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione Italiana, della sicurezza dello Stato e dei trattati internazionali.
Tra le numerose informazioni riportate nella Relazione vi è l’elenco delle banche che operano questo genere di transazioni e in questo elenco è riportata, per importi in crescita rispetto all’anno precedente (cira 154,8 milioni di euro), la Banca Popolare di Sondrio, che è l’istituto tesoriere di diversi Enti di previdenza e di molte organizzazioni Ordinistiche dei liberi professionisti.
La Relazione contiene i dati, rispetto alla tipologia di armamenti trattati e ai Paesi con cui avvengono transazioni in forma aggregata, ma la specifica di questi dati è fondamentale per ricostruire la coerenza dell’attività della banca tesoriera con le politiche di investimento adottate da molti Enti di Previdenza in termini di qualità etica e di responsabilità sociale.
"Il settore degli armamenti - sottolinea una nota congiunta di Enpap ed Enpapi - è tra i più controversi dal punto di vista ESG e per molti Enti di previdenza rappresenta uno degli ambiti più attenzionati, giacché questi Enti hanno spesso fatto propri i principi UN PRI e integrato i cosiddetti SDGs (Sustainable Development Goals) nel proprio processo di investimento. Tra questi obiettivi, il numero 17 “Pace, Giustizia e Istituzioni Solide” implica l’impegno a concentrare gli sforzi dell’Ente per sensibilizzare tutte le controparti con le quali si interfaccia in relazione alla loro capacità di ridurre in tutte le forme di violenza e il tasso di mortalità ad esse correlato, promuovendo lo stato di diritto e garantendo pari accesso alla giustizia per tutti".  
Al riguardo, ad esempio, l’Enpap ha individuato, tra i criteri di esclusione di singole imprese dal proprio universo investibile, quelle situazioni in cui il fatturato aziendale derivi dallo svolgimento di una attività economica nell’ambito dello sviluppo, produzione, stoccaggio e vendita di: 1) armi di distruzione di massa, nucleari, biologiche e chimiche o parti di esse;  2) agenti tossici chimici, biologici e materiale radioattivo; 3) missili in grado di trasportare armi di distruzione di massa; 4) armi a frammentazione e mine anti-uomo.  
Poiché le attività economiche relative ad alcune di queste tipologie di armamenti sono comunque consentite dalla Legge 185/90, Enpap vuole impedire che le scelte gestionali che ha già operato nel campo degli investimenti siano, invece, non sorvegliate nelle relazioni con le banche tesoriere o con altri partner di attività finanziarie. Inoltre, per quanto la Legge 185/90 vieti il commercio di armi verso i Paesi in stato di conflitto armato o nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo delle forniture belliche o i cui governi sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, la Relazione conferma che attività economiche in questo ambito sono ordinariamente svolte verso Paesi che, ad esempio, lo stesso Enpap esclude dal suo universo investibileperché non garantiscono il rispetto dei diritti civili o delle libertà politiche. Anche in questo caso gli Enti ritengono necessario allineare le proprie politiche nel rapporto con gli istituti tesorieri.
"Banca Popolare di Sondrio che, peraltro, dichiara la sua adesione agli stessi principi UN PRI e SDGs che orientano questa azione, ha risposto in forma evasiva a una prima richiesta di Enpap di chiarimenti e informazioni a questo riguardo", sottolinea la nota dei due Enti di previdenza che, di conseguenza, hanno quindi ritenuto necessario reiterare la richiesta e attivare l’azione di engagement, accompagnando la nuova lettera all’Istituto bancario con una comunicazione pubblica, affinché l’intero sistema bancario venga sensibilizzato.  
“Molti Enti di previdenza hanno intrapreso da anni un percorso virtuoso, volto ad integrare concretamente la responsabilità sociale e riferimenti etici delle professioni che rappresentano nei propri processi di investimento e nella loro ordinaria amministrazione. Ora iniziamo ad avviare iniziative proattive, per sensibilizzare a calare la logica ESG nei processi delle controparti con le quali ci interfacciamo e per promuovere lo sviluppo di una società più attenta alle qualità etiche dello sviluppo che vogliamo lasciare alle generazioni future”, ha sottolineato Felice Damiano Torricelli, presidente di Enpap, mentre Luigi Baldini, Presidente di Enpapi, ha affermato: “Enpapi negli anni passati non aveva effettuato valutazioni responsabili a tutto tondo in merito ai diversi aspetti socialmente sostenibili. Uno degli obiettivi principali nell’ambito degli investimenti della nuova governance, invece, è stato proprio quello di perseguire i criteri ESG, garantendo il rispetto di alcuni standard e fissando obiettivi in questa direzione, nel medio e lungo periodo. Tali criteri di scelta sono stati inseriti anche all’interno del Nuovo Regolamento di Gestione del Patrimonio e saranno illustrati e dettagliati nel Documento di Politica di Sostenibilità, oggi in fase di ultimazione. Rispetto dell’ambiente, benessere sociale e processi di gestione ottimali sono i focus su cui l’Ente vuole concentrarsi, per costruire un futuro fatto di sviluppo ma anche di relazioni e di coesistenza con l’ecosistema, senza rinunciare al profitto. È inconcepibile, ad oggi, non orientarsi verso fondi capaci anche di avere un effetto virtuoso sul mondo professionale di riferimento”, ha concluso Baldini.

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