Le risposte dei Fondi pensione alle incertezze dei mercati
Laborfonds, Fon.Te. e Fondo Pensione Crèdit Agricole Italia hanno rassicurato gli iscritti sui vantaggi dei loro investimenti
02/08/2022
Redazione MondoInstitutional
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I Fondi pensione, di fronte alle incertezze attuali alle prospettive tutt'altro che rosee sui mercati, hanno intensificato l'attività di comunicazione e rassicurato gli iscritti sui vantaggi di rimanere investiti e non lasciarsi prendere dall'emotività di fronte alle notizie e alle previsioni economiche di questi giorni. 
Di fronte ai rendimenti negativi dei comparti finanziari del primo semestre del 2022, Stefano Pavesi, Direttore Generale di Laborfonds (Fondo Pensione complementare negoziale a capitalizzazione individuale e contribuzione definita per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che operano nel territorio del Trentino/Alto Adige) ha ricordato l'importanza di mantenere un approccio equilibrato. 
"Questa fase ribassista viene dopo anni di rendimenti molto positivi. L’investimento previdenziale, soprattutto, deve essere sempre valutato in un’ottica di lungo periodo ed è del tutto normale che nel lungo periodo si alternino fasi positive e negative nell’andamento dei mercati", scrive Pavesi, che poi analizza la situazione sui mercati: "Credo che nessuno possa sorprendersi di questi dati visto il momento storico che stiamo vivendo. Guerra in Ucraina, crescita dell’inflazione, incertezze del quadro politico, ecc.: senza elencarle tutte, sono numerose le situazioni critiche che creano forte turbolenza sui mercati finanziari".
Secondo Pavesi, la fase attuale si presenta come eccezionale anche perché, di fatto, non vi è una categoria di investimenti che è stata al riparo dagli effetti di questa turbolenza. "In questo quadro anche la grande diversificazione, che è sempre stata uno dei fari nella politica di investimento di Laborfonds, non riesce a contrapporsi efficacemente a questo calo generalizzato", spiega ancora il Direttore Generale, che però evidenzia come si siano già verificate anche negli anni passati delle fasi negative che nel tempo sono state superate e come la tendenza generale di lungo periodo sia comunque in crescita.
"È inoltre da considerare che i nuovi flussi contributivi, con la discesa dei valori di quota, sono investiti alle quotazioni più basse (banalmente: a parità di importo investito, si compra un maggior numero di quote). Questo consentirà di cavalcare l’onda quando ci sarà la ripartenza dei mercati", è la riflessione di Pavesi, che poi prosegue: "La struttura di Laborfonds sta seguendo attentamente la situazione ed è in contatto continuo con i gestori per monitorare gli andamenti dei vari comparti. L’invito che voglio rinnovare è quello di vivere questa fase certamente non positiva con la massima serenità possibile: ad ogni caduta segue una risalita e la fiducia in Laborfonds, nel lungo periodo, ha sempre dato buoni frutti".
Maurizio Grifoni, Presidente di Fon.Te. (Fondo Pensione Complementare per i dipendenti da aziende del terziario, commercio turismo e servizi), in una comunicazione agli iscritti ha dal canto suo osservato come per i mercati finanziari sia "un momento complesso, caratterizzato, come noto, da incertezze connesse al conflitto bellico russo/ucraino, alle pressioni inflazionistiche, al rialzo dei tassi di interesse, alla crisi energetica e la scarsità di materie prime. Elementi questi che impattano sui livelli di volatilità dei prezzi degli strumenti finanziari".
Grifoni ha poi rassicurato riguardo al costante monitoraggio, controllo e operatività che gli organi e la struttura organizzativa di Fon.Te. effettuano sul patrimonio in gestione e sulle dinamiche delle posizioni previdenziali. "Pur in presenza di questi fattori di crisi, la gestione oculata e virtuosa, che da sempre contraddistingue il modus operandi del Fondo Fon.Te., ha ottenuto, e persegue, il contenimento dei vistosi differenziali negativi dei mercati finanziari", scrive ancora il Presidente dell'Ente, che poi ricorda che il Fondo pensione è uno strumento di risparmio di medio/lungo termine e che le posizioni previdenziali sono investite in strumenti quotati sui mercati finanziari nazionali ed internazionali con l’obiettivo di maturare, nel tempo, rendimenti in linea con il profilo di rischio e rendimento associato a ciascun comparto.
"Cambiare il comparto di investimento nei momenti di maggiore tensione sui mercati finanziari, così come richiedere il pagamento di una delle prestazioni erogate dal fondo, rende effettiva una perdita che sino al momento del disinvestimento della posizione sarebbe solo potenziale o virtuale. La scelta di switch, così come delle citate richieste di prestazione, seppur legittime ed in nessun modo ostacolate dal Fondo, costituiscono una decisione importante che va ben ponderata e valutata", sottolinea ancora Grifoni, che poi conclude: "D'altronde i mercati finanziari sono volatili perché è nella loro natura: si muovono secondo un andamento “antico e ciclico come quello delle maree”. Aspettiamo la marea giusta, quindi, sapendo che prima o poi arriverà".
In una situazione di incertezza e di instabilità a livello globale, non soltanto di tipo finanziario, anche i Fondi Pensione, seppure caratterizzati da un approccio di investimento di lungo termine e prudenziale, nonché da uno stretto monitoraggio dell’esposizione al rischio, si trovano esposti a questa congiuntura avversa. Questa è invece l'analisi di Alberto Broglio e Andreina Colombini, rispettivamente Presidente e Direttore Generale del Fondo Pensione del Gruppo Crédit Agricole Italia. 
I due responsabili del Fondo pensione evidenziano che "i mercati finanziari, già messi alla prova dalla veloce risalita del tasso di inflazione, hanno subito un altro duro colpo con l’avvio della guerra in Ucraina e con le sue dirette conseguenze. In particolare, da gennaio i mercati hanno reagito con nervosismo all’atteggiamento restrittivo di politica monetaria adottato dalla Federal Reserve e dalla Bce, entrambe intenzionate a contenere l’aumento dell’inflazione. Ne è scaturito un rialzo dei tassi di interesse che, da un lato, ha penalizzato i mercati obbligazionari e, dall’altro, ha alimentato i timori degli investitori sulla tenuta del ciclo economico, generando volatilità sui mercati azionari. A tali timori si sono sommate, nel corso del mese di febbraio, le tensioni tra Russia e Ucraina, poi sfociate in un conflitto che, soprattutto per i Paesi europei, sta alimentando la crisi energetica, l’inflazione e il rischio di un ulteriore rallentamento dell’economia".
Nella loro comunicazione agli iscritti, Broglio e Colombini spiegano che lo scenario è dunque divenuto ancora più incerto, generando consistenti ribassi sui principali mercati finanziari che da inizio anno al 15 giugno rimangono consistenti, sia sui mercati globali azionari (-12,4%), che su quelli obbligazionari (-8,6%). "È facile intuire come, in questo quadro congiunturale, anche i portafogli ben diversificati e con un'esposizione al rischio moderata seguano, senza possibilità di neutralizzarlo, l'andamento negativo generale dovuto all'elevata correlazione tra i mercati; inoltre, appare particolarmente difficile quantificare l’impatto negativo della crisi geopolitica ucraino/russa, che potrebbe perdurare nel tempo, alternando diversi gradi di intensità del conflitto e tenere così in ostaggio sia l’economia europea sia l’andamento dei mercati", scrivono.
In questo scenario molto incerto, secondo Broglio e Colombini, acquisiscono maggior valore le caratteristiche dell’investimento nella previdenza complementare: investimenti a lungo termine, offerta strutturata e diversificata a seconda della distanza in termini temporali dal pensionamento, gestione del risparmio affidata a società finanziarie esperte e riconosciute, efficaci sistemi di controllo dei processi e dei rischi, definiti in conformità alle disposizioni normative e rafforzati dal coinvolgimento di soggetti terzi e indipendenti rispetto al Fondo pensione di appartenenza. A tale proposito, i due dirigenti rimarcano che il Fondo Pensione Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia dispone di una struttura di governo ed operativa connotata da esperienza ed efficienza consolidate nel tempo, la cui valenza è stata confermata anche dalla recente ispezione periodica, condotta dalla Commissione di Vigilanza (Covip) con esiti ampiamente positivi. 
Prosegue la comunicazione agli iscritti: "Gli organi competenti del Fondo hanno ritenuto necessario, tuttavia, intensificare ulteriormente i presidi volti a monitorare l’andamento della gestione, nonché i livelli dei rischi finanziari attraverso la misurazione e il controllo degli stessi. Per il presidio dei rischi, anche in chiave anticipatoria, il Fondo si avvale nel continuo del contributo di consulenti esterni specializzati ed ha, altresì, intensificato i rapporti con i gestori delle linee finanziarie. Il confronto con i gestori e le Funzioni fondamentali di controllo consente al Fondo un monitoraggio costante dell’evoluzione congiunturale e delle relative strategie di investimento messe in atto dai gestori per mitigare le fasi avverse presenti sui mercati finanziari con il fine ultimo di preservare il patrimonio degli aderenti".
Broglio e Colombini evidenziano poi come in una situazione contingente così difficile da interpretare anche per la forte volatilità e di fronte a una crisi e a un ribasso generalizzato di tutti gli indicatori e delle asset class, le linee di investimento del Fondo stiano comunque mediamente evidenziando risultati meno negativi rispetto ai relativi benchmark di riferimento. "Dalle analisi svolte dalla Funzione Finanza si evidenzia come gli asset manager assegnatari della gestione dei singoli mandati finanziari, pur continuando ad operare nel rispetto dei limiti contrattuali e di legge stabiliti, riescano a contenere i ribassi, mantenendo coerente il livello di rischio definito nel Documento sulla Politica di Investimento del Fondo".
"Nell’ambito dei controlli sui processi operativi, il Fondo, con la collaborazione della Funzione di gestione dei rischi, non registra particolari discontinuità per quanto riguarda la movimentazione delle singole posizioni anche in questa prima parte del 2022. Nello specifico si rileva come il numero di anticipazioni, di attivazioni della cd. RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), di liquidazioni delle posizioni e dei trasferimenti in uscita a favore di altre forme di previdenza complementare risulti essere molto contenuto evidenziando un buon livello di consapevolezza e di fiducia da parte degli aderenti. Tali evidenze denotano l’acquisizione di una maggiore sensibilità verso un’ottica di investimento di lungo periodo", spiegano ancora Broglio e Colombini, che poi proseguono: "Occorre, infine, avere sempre presente che le turbolenze che stanno attraversando i mercati finanziari possono trasformarsi in opportunità, certamente per i nuovi aderenti, ma anche per i prossimi versamenti di chi ha già una posizione aperta, favorendo una maggiore valorizzazione della propria posizione in futuro".
Infine, i due dirigenti del Pensione Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, con l’auspicio di un pronto ritorno alla pace, tramite la distensione del conflitto in Ucraina, ritengono importante dare un maggiore spazio alla comunicazione, "non solo per rendere partecipi gli aderenti, anche nel prossimo periodo, del lavoro che stiamo svolgendo, ma anche per mantenere e rafforzare l’approccio di condivisione e trasparenza che ha sempre voluto contraddistinguere l’operatività del nostro Fondo pensione". 

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