Perseo Sirio: debutta l'adesione in silenzio/assenso con l'intera contribuzione
Il Fondo dei lavoratori della pubblica amministrazione e della sanità sta anche avviando un percorso di investimenti in economia reale attraverso l’utilizzo di FIA
15/12/2021
Redazione MondoInstitutional
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Una nuova modalità di adesione in silenzio/assenso per gli assunti nella pubblica amministrazione dal 2019.  L’importante novità introdotta dall’accordo tra legislatore e parti sociali allo scopo di rafforzare, soprattutto per i più giovani, il secondo pilastro previdenziale. Ma nuove iniziative sarebbero necessarie per rilanciare l’adesione di tutti i lavoratori alla previdenza complementare. MondoInvestor ne ha parlato con Maurizio Sarti, Direttore Generale del Fondo Pensione Perseo Sirio (Fondo pensione complementare dei lavoratori della pubblica amministrazione e della sanità), che, per quanto attiene a gestione finanziaria e investimenti del Fondo, evidenzia gli ottimi risultati dei comparti da inizio 2020 a oggi, nonché l’avvio di un percorso di impegno nell’investimento in economia reale attraverso l’utilizzo di FIA.

A settembre è stato sottoscritto l’accordo che regolamenta l’adesione al vostro Fondo anche con la modalità del silenzio/assenso. Innanzitutto, come si è giunti a tale accordo? Quali motivi ne hanno guidato la definizione?
Occorre premettere che l’accordo del 16 settembre è attuativo della Legge 205/2017, art. 1, comma 157, e regolamenta le modalità di adesione al Fondo Pensione Perseo Sirio dei neoassunti nella PA a decorrere dall’anno 2019. Il legislatore e le parti sociali hanno inteso contemperare l’esigenza di rafforzare, soprattutto per le giovani generazioni di dipendenti pubblici, il secondo pilastro e garantire la piena libertà di adesione; il collante di garanzia è l’informazione che consente ai giovani lavoratori di fare le proprie scelte in modo consapevole, mentre il silenzio/assenso è inteso in modo residuale e inverte il paradigma da silenzio/rifiuto in silenzio/assenso sollecitando il bisogno di informazione e responsabilizzando le amministrazioni datrici.

Quali vantaggi ha questa nuova modalità di adesione in silenzio/ assenso rispetto all’adesione automatica con il solo contributo del datore di lavoro prevista da altri Fondi pensione?
L’adesione automatica con il solo contributo datoriale (c.d. “adesione contrattuale”) è una modalità di adesione che prescinde dalla volontà del lavoratore in quanto è un obbligo esclusivo del datore di lavoro, stabilito per via negoziale. In un certo qual senso l’adesione contrattuale è la premessa all’adesione e fa carico al Fondo pensione l’informazione all’aderente contrattuale (anche nel pubblico impiego è presente una forma di adesione contrattuale, limitatamente agli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale). Diversamente, l’accordo del 16 settembre prevede la sequenza “informazione, adesione volontaria, silenzio/assenso” che si realizza con l’intera contribuzione (contributi datore e lavoratore e TFR). La completezza contributiva è la vera novità dell’accordo, che distingue il pubblico impiego dal settore privato, nel quale il meccanismo del silenzio/assenso si attiva esclusivamente per TFR.

Passando alla gestione finanziaria del vostro Fondo, come hanno affrontato e superato i vostri comparti, e in particolare il Bilanciato, il 2020 contraddistinto dalla pandemia? Come si stanno comportando inoltre nel 2021?
Lo scorso anno sia il comparto Bilanciato sia quello Garantito hanno dato prova di efficienza; infatti, il patrimonio del Bilanciato è cresciuto del 255% e il rendimento realizzato, su base d’anno, è stato del +2,67%, mentre il patrimonio del Garantito è cresciuto del 26,27% e il rendimento è stato del +1,65%. Il 2020 è iniziato con qualche preoccupazione per i mercati (già in evidenza nel quarto trimestre 2019). I dati macroeconomici segnalavano, infatti, un rallentamento generalizzato. Successivamente, l’avvento della pandemia e il blocco delle attività economiche su scala globale hanno innescato una caduta senza precedenti delle Borse mondiali e specialmente i mercati obbligazionari hanno sofferto una crisi di liquidità. Nei mesi tra aprile e ottobre, le Autorità hanno reagito alla crisi sanitaria ed economica innescata dalla pandemia; in particolare, la Fed ha tagliato i tassi a zero e ha lanciato un Quantitative easing illimitato, la Bce ha introdotto un programma emergenziale di acquisto titoli di importi mai visti prima e la Commissione Europea ha inaugurato un piano di supporto varando il Next Generation Eu meglio conosciuto come Recovery Fund. Nell’ultimo scorcio dell’anno i successi dei test sui vaccini e quello dei democratici nelle elezioni Usa sono stati il punto di svolta per i mercati, favorendo una rotazione settoriale. I massicci acquisti da parte delle Banche Centrali di titoli obbligazionari hanno di fatto tenuto sotto controllo il mercato e consentito agli spread di posizionarsi sui mi-nimi storici. Già dal mese di dicembre 2019 sia il comparto Garantito sia quello Bilanciato hanno visto ridurre sensibilmente la componente azionaria e le obbligazioni ritenute a rischio di un’eventuale espansione del Covid19. Quello che poi è accaduto nei mesi a venire ha dato ragione alla scelta fatta. Per quasi tutto l’anno il patrimonio ha mantenuto una forte liquidità (inclusa la liquidità negli Oicvm) a scapito sia dell’obbligazionario sia dell’azionario, che solo da fine ottobre è stato portato al 29,8% nel Bilanciato, a ridosso della media prevista (30%). Questo atteggiamento è stato dovuto alla grande volatilità dei mercati e all’incertezza che ha pervaso gli stessi per tutto il 2020, mitigata solo dagli annunci sui vaccini.

Sempre più investitori istituzionali, inclusi Fondi pensione, stanno allargando lo spettro dei propri investimenti a soluzioni alternative e di private market, per diversificare e rafforzare i rendimenti. Cosa ne pensate? Sono opzioni che state valutando anche voi, magari partecipando a iniziative consortili al fianco di altri Fondi?
Perseo Sirio ha avviato le procedure per aderire all’offerta di private equity di FII, entro la fine dell’anno procederemo alla modifica statutaria che consentirà la gestione diretta di parte del patrimonio afferente al comparto Bilanciato e, in contemporanea, abbiamo sottoscritto con Banca BPM SpA un contratto di servizio amministrativo, di assessment e mediazione avente a oggetto strumenti finanziari che sarà attivato all’occorrenza. Il Fondo, perciò, si sta avviando su un percorso di impegno nell’investimento in economia reale attraverso l’utilizzo di FIA.

Infine, le tematiche ambientali e sociali così come quelle della governance sono sotto i riflettori negli ultimi anni. Il vostro Fondo è attento alla sostenibilità degli investimenti?
La risposta a quest’ultima domanda non può che essere positiva. Già dallo scorso anno abbiamo operato per una diffusione dei principi ESG nella gestione dei nostri portafogli e, ora che il processo è compiuto, possiamo affermare che l’intera gestione è improntata ai criteri ESG sia in termini di esclusioni sia nell’adozione degli standard internazionali declinati nel documento sulla politica d’investimento disponibile sul nostro sito web. Inoltre, il Fondo non si è fermato alla gestione finanziaria, ma promuove comportamenti ESG anche al proprio interno nella gestione operativa/amministrativa.

L'intervista integrale è stata pubblicata su MondoInvestor nr. 212 di ottobre 2021.

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