Un anno di Covid: il futuro tra economia e inflazione, a cura di BNY Mellon IM
I commenti di due esperti di BNY Mellon Investment Management tra economia, mercati e inflazione
11/03/2021
Redazione MondoInstitutional
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A un anno di distanza da quando il Covid19 è stato ufficialmente dichiarato una pandemia, gli investitori si chiedono che cosa ci riservi il futuro. A seguire i commenti degli esperti di BNY Mellon Investment Management tra economia, mercati finanziari e inflazione.

Le tre caratteristiche chiave per l’outlook economico
"Ci sono tre caratteristiche chiave per l’outlook economico che gli investitori dovrebbero considerare nell’anno a venire", afferma Shamik Dhar, Chief Economist di BNY Mellon Investment Management, che poi prosegue: "Quando riapriremo le economie dopo i lockdown, la ripresa dell’attività economica potrebbe essere particolarmente forte. C’è molta domanda accumulata in un gran numero di Paesi. Il tasso di risparmio delle famiglie è sensibilmente più alto del normale, in larga parte perché i consumatori non hanno potuto effettuare spese in quei settori interessati dai lockdown. Alla riapertura, i rapporti tra risparmio e spesa torneranno ai livelli normali, o leggermente superiori rispetto alla media, fornendo una spinta importante ai consumi (compresa tra il 5% e il 10% a seconda dell’economia di riferimento). In aggiunta, se le famiglie dovessero scegliere di spendere alcuni dei risparmi accumulati in questo anno, i tassi di risparmio potrebbero scendere al di sotto del normale per diverso tempo, stimolando ulteriormente i livelli di spesa. Anche le aziende hanno molta liquidità accumulata e una parte potrebbe essere destinata a investimenti extra".
Secondo Dhar, "gli investitori dovrebbero essere consapevoli del fatto che la composizione dell’economia cambierà in modo permanente. Anche se potremmo ritornare rapidamente ai livelli di attività pre crisi, sarà la natura stessa di queste attività a essere differente. La domanda di beni e servizi che richiedono un contatto ravvicinato potrebbe, dopo un rimbalzo iniziale, riassestarsi a un livello mediamente più basso rispetto a quello a cui eravamo abituati, meno viaggi, meno pendolarismo, meno shopping nelle strade delle città. Proprio i beni e i servizi fruibili in remoto (attraverso consegne a domicilio, o servizi online) rimarranno probabilmente i più richiesti. Il risultato sarà un grande cambiamento nei prezzi relativi dei diversi servizi, e quindi anche nei ritorni relativi per gli investitori", evidenzia Dhar, che poi continua: "Infine, gli investitori dovranno prestare attenzione all’inflazione. I mercati iniziano a temere che gli enormi stimoli fiscali e monetari, unitamente alla forte ripresa, potrebbero stimolare l’inflazione nel breve termine. Probabilmente questi timori sono eccessivi: c’è ancora molta capacità produttiva di scorta, le aspettative sono ancorate ai livelli prossimi all’inflazione target, e i settori che sono stati chiusi dai lockdown possono essere riaperti rapidamente, pertanto l’offerta seguirà istantaneamente il rialzo della domanda".
Inoltre, Dhar sottolinea che "il rischio inflazione sta chiaramente aumentando e, se dovesse concretizzarsi, le implicazioni per le azioni e le obbligazioni dipenderanno interamente da ciò che le Banche Centrali decideranno di fare in proposito. Se dovessero procedere a una stretta monetaria, entrambe le asset class ne soffrirebbero. Se così non fosse, e se dovessero permettere all’economia di surriscaldarsi per un certo periodo, le obbligazioni tradizionali attraverserebbero una fase di liquidazioni a vantaggio di titoli index linked e altri asset reali. In entrambi i casi, ci sarebbe da aspettarsi un periodo di volatilità. In sintesi, nonostante l’incertezza persistente, vi sono ragioni di ottimismo sull’outlook economico per gli investitori", conclude Dhar.

Lo spettro dell’inflazione
"Il vaccino per il Coronavirus fa ben sperare per il controllo del virus, stimolando i mercati nel loro complesso", esordisce Paul Brain, gestore del BNY Mellon Global Dynamic Bond Fund, Head of Fixed Income di Newton IM (BNY Mellon IM). "Una rapida ripresa economica reca però con sé il potenziale per un aumento dell’inflazione. Durante la pandemia abbiamo assistito a un tiro alla fune tra le forze deflattive dell’economia reale e l’influenza inflazionistica delle risposte monetarie e fiscali. Il pericolo principale, di qui in avanti, è che si possa registrare un ritorno dell’inflazione e che le autorità restino dietro la curva, behind the curve nella loro risposta".
Per Brain, "se a metà dell’anno dovessimo trovarci nel pieno di una ripresa economica, e al tempo stesso l’inflazione dovesse salire al 2% od oltre, tutti gli occhi saranno puntati sulla possibilità che le Banche Centrali decidano di rialzare i tassi d’interesse. Se la reazione di queste ultime fosse troppo lenta, potremmo ritrovarci con una rinnovata pressione sugli asset rischiosi, oscillazioni per i mercati azionari, e un calo risultante dei rendimenti obbligazionari", afferma Brain, che poi evidenzia come "i mercati stanno affrontando un’incertezza elevata. Un probabile aumento dell’inflazione potrebbe determinare un anno complesso per i ritorni dei mercati obbligazionari. Chi investe in strategie incapaci di adattarsi allo scenario in evoluzione potrebbe correre il rischio di veder erodere i propri rendimenti nel corso del tempo. Ciò detto, i timori per l’inflazione sono in circolazione da diverso tempo, da quando sembrava che alcuni dei trend deflattivi di lungo periodo degli ultimi anni potessero essere prossimi al termine. Le tendenze demografiche e i segnali che la globalizzazione possa aver innescato la marcia indietro suggeriscono un aumento dei costi e dei prezzi, con una maggiore enfasi sulla produzione domestica nei principali mercati al mondo e un ritorno delle pressioni inflattive", precisa Brain.
"Anche se il potenziale per l’inflazione è certamente superiore rispetto al passato, i mercati obbligazionari sono ancora fortemente resilienti. Ci sono ancora buone opportunità per investire in nuove emissioni di società in grado di rifinanziarsi a tassi piuttosto attraenti", conclude l'esperto.

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