Le opportunità offerte dagli investimenti in attivi reali, a cura di Amundi
Un commento di Dominique Carrel-Billiard, Global Head of Real & Alternative Assets di Amundi
05/01/2021
Redazione MondoInstitutional
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La crisi del Covid19 ha causato forti turbolenze sui mercati privati, ma l’appetito degli investitori per gli attivi reali non si placa. La raccolta dei fondi sarà supportata dall’abbondante liquidità. La selettività e la diversificazione saranno fondamentali e andranno considerati solamente gli asset qualitativamente migliori. Gli attivi reali servono a diversificare il portafoglio e a ridurre la volatilità. Viste le loro caratteristiche a lungo termine, a livello tattico gli investitori dovrebbero non essere precipitosi ma selettivi, così da catturare i diversi premi incorporati negli investimenti in attivi reali.

Private equity
Sul mercato del private equity, le valutazioni sono scese relativamente poco, con forti differenze tra i settori. Nonostante le turbolenze, il 2020 è stato un anno molto attivo in questo settore. Nei prossimi mesi ci sarà probabilmente un'accelerazione dei consolidamenti societari perché l’equity strutturato può aiutare gli imprenditori a superare la crisi. La performance dei fondi di private equity dovrebbe uscirne rafforzata. I flussi sono stati convogliati in questa classe di attivi dagli investitori a lungo termine come i Fondi pensione, e questo trend dovrebbe continuare anche nel 2021.

Private Debt
Nei prossimi mesi dovrebbero delinearsi diverse opportunità d’investimento per i fondi di private debt. Per quanto riguarda gli emittenti, ci aspettiamo che la crisi causata dal Covid19 crei opportunità a livello di fusioni/acquisizioni e di consolidamenti. Infine, il releveraging dei bilanci richiederà una riprogrammazione dell’indebitamento, dove il profilo bullet del debito privato potrebbe rivelarsi un fattore cruciale. Oggi, il mercato del private debt è molto più esteso di quanto non fosse ai tempi della crisi finanziaria globale e c’è molta dry powder. Vista l’abbondante disponibilità di capitale, sarà indispensabile essere selettivi. Ci aspettiamo uno spostamento dei flussi di capitali verso i beni rifugio, e quindi le persone investiranno in strategie più senior, più sicure e più garantite, e in forme di asset-based financing. Sarà fondamentale investire in modo diversificato sia a livello geografico che settoriale, e puntare sui titoli al vertice della struttura dei capitali, dove i rendimenti aggiustati per il rischio sono particolarmente interessanti.

Settore immobiliare
Al settembre 2020, i mercati immobiliari commerciali mondiali registravano un calo delle operazioni, con una netta flessione della raccolta di fondi nel terzo trimestre del 2020. Un tale repricing potrebbe attirare nuovi impieghi; al contempo dovrebbe proseguire la fuga verso i beni rifugio di cui potrebbero beneficiare i core asset e le proprietà dove i locatari vantano solidi bilanci. Finora il repricing ha interessato gli attivi rischiosi e ci aspettiamo un revival della classifica del valore delle proprietà basata su ubicazione, solidità finanziaria dei locatari e sulle caratteristiche intrinseche degli attivi. I tassi di sfitto degli uffici, pur essendo saliti nel terzo trimestre del 2020, rimangono bassi nei quartieri degli affari dei principali mercati europei, con un impatto limitato sugli affitti. Ci aspettiamo che il settore degli uffici si rifocalizzi sugli attivi core e che il segmento degli attivi di qualità rimanga relativamente immune dalla crisi. Il lavoro da remoto potrebbe subire un'accelerazione, ma è indubbio che il lavoro in ufficio contribuisce a promuovere la cultura aziendale, il brand e a creare uno spirito di squadra. La logistica ha beneficiato dell’intensa attività dell'e-commerce che ha generato un maggior fabbisogno di magazzini industriali e di strutture per la logistica, anche se è da prevedere che si affermi una strategia di retailing multichannel. Il settore alberghiero potrebbe soffrire più a lungo della crisi.

Infrastrutture
Notiamo forti differenze tra i settori in termini di operazioni e di valutazioni. Il livello elevato di dry powder sta facilitando le operazioni nei settori “rifugio” come health, tecnologia e rinnovabili, dove il numero delle operazioni in corso rimane stabile. Nei settori più colpiti dalla crisi potrebbero presentarsi opportunità a prezzi scontati, mentre nel settore sanitario e in quello tecnologico potremmo vedere valutazioni più costose. Nel complesso, le valutazioni dovrebbero rimanere invariate. Le strategie buy-and-hold stanno prendendo sempre più piede. Crediamo che la diversificazione sarà fondamentale per conseguire rendimenti stabili. La crisi da Covid19 dovrebbe portare a un contesto politico e regolatorio favorevole perché la pandemia ha messo in risalto il fabbisogno di infrastrutture sociali e per la comunicazione, ma anche la necessità di maggiori energie rinnovabili. I progetti sulle infrastrutture dovrebbero essere una componente chiave dei programmi di stimolo dei Governi.

A cura di Dominique Carrel-Billiard, Global Head of Real & Alternative Assets di Amundi

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