Cresce l’interesse per la finanza sostenibile degli investitori previdenziali
Aumentano i piani che adottano strategie ESG su una porzione del patrimonio compresa tra il 75% e il 100%
18/11/2020
Redazione MondoInstitutional
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Nel settore della previdenza in Italia cresce l’interesse per la finanza sostenibile. È un dato particolarmente significativo che emerge dalla sesta edizione dell’indagine "Le politiche di investimento sostenibile e responsabile degli investitori previdenziali", condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Mefop e MondoInstitutional. Dall’indagine, che ha interessato un campione di 115 piani con più di 236 miliardi di euro di masse in gestione, è stato rilevato un aumento dei rispondenti che applicano strategie d’investimento sostenibile e responsabile (SRI), e una crescita di consapevolezza sulla rilevanza finanziaria dei temi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG). L’evoluzione della normativa europea sulla trasparenza (Direttiva IORP II e Regolamento sulla Disclosure delle informazioni non finanziarie) e sull’azionariato attivo (Direttiva Shareholder Rights II) contribuirà a consolidare ulteriormente queste tendenze.
Al questionario della nuova edizione della ricerca, realizzata con il sostegno di Enpacl, HDI Assicurazioni, Sella Sgr e Vigeo Eiris, hanno risposto 85 piani (il 74% del campione), con 184 miliardi di euro di masse in gestione. Focalizzandoci sui risultati, il 62% dei rispondenti (53 piani con 127 miliardi di euro di masse in gestione) applica strategie di investimento sostenibile ai prodotti monitorati: la percentuale è in aumento rispetto al 2019, quando i piani attivi in termini di SRI rappresentavano il 47% dei rispondenti. I motivi principali che spingono gli operatori previdenziali ad adottare strategie d'investimento sostenibile sono riconducibili alla volontà di contribuire allo sviluppo sostenibile e di gestire più efficacemente i rischi finanziari. Questi orientamenti segnalano una crescita di consapevolezza sulla rilevanza finanziaria dei temi ESG. La ricerca evidenzia poi che l'interesse degli investitori previdenziali per la finanza sostenibile è destinato a crescere: 21 piani che attualmente non applicano strategie d'investimento sostenibile, infatti, hanno avviato valutazioni in merito. Nella maggior parte dei casi (86%), il processo di valutazione potrebbe concludersi entro la fine del 2020.
Rispetto al 2019 aumentano in termini assoluti (da 23 a 25) i piani che applicano strategie d’investimento sostenibile a una porzione del patrimonio compresa tra il 75% e il 100%, e che includono obiettivi di sostenibilità per i responsabili della gestione finanziaria. Inoltre, più di metà dei piani attivi in termini di SRI ha introdotto, o ha in programma di introdurre, il calcolo dell’impronta di carbonio del portafoglio di investimento. Infine, le strategie SRI più diffuse tra gli investitori previdenziali sono: esclusioni, best in class e impact investing. Il ricorso all’engagement e all’azionariato attivo potrà essere incoraggiato nei prossimi mesi per effetto di iniziative volte a favorire il recepimento della Direttiva Shareholder Rights II: per esempio, la promozione di iniziative di soft law per disciplinare l’impegno degli investitori nelle aziende investite.
"L’incontro di oggi affronta un tema di grande importanza in un momento così complesso per il nostro Paese", ha commentato Gian Franco Giannini Guazzugli, Presidente del Forum. "I risultati dell’indagine rafforzano la nostra convinzione sul ruolo centrale che gli investitori previdenziali potranno ricoprire nell’ambito della ripresa economica attraverso scelte sempre più legate alla finanza sostenibile".

La ricerca è visualizzabile cliccando qui.

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