L’engagement attivo sarà cruciale nella lotta contro il greenwashing, a cura di Schroders
Secondo la Schroders Institutional Investor Study 2020, cresce l’importanza di engagement attivo e stewardship come mezzo per influenzare il cambiamento sostenibile
29/10/2020
Redazione MondoInstitutional
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Cresce l’importanza di engagement attivo e stewardship come mezzo per influenzare il cambiamento sostenibile da parte degli asset manager, stando ai risultati della Schroders Institutional Investor Study 2020. Lo studio, che coinvolge 650 investitori istituzionali per un totale di circa 25.900 miliardi di dollari di asset, evidenzia infatti che per il 59% degli investitori istituzionali l’engagement attivo e la stewardship rappresentano un approccio essenziale per favorire la sostenibilità. Si tratta di un aumento notevole rispetto al 38% di un anno fa. Inoltre, anche l’attenzione degli investitori per un approccio di investimento basato sull’inclusione (sostanzialmente la selezione positiva delle società o degli investimenti best in class) è aumentata di importanza, passando al 61% dal 44%. All’opposto, coloro che optano per un approccio basato sull’esclusione sono diminuiti in percentuale simile dal 53% al 36%.
I risultati della ricerca suggeriscono che l’engagement e le votazioni ora vengono viste sempre di più come un aspetto rilevante per ottenere dei cambiamenti, in alternativa alla decisione di disinvestire. Per gli investitori, i tre elementi chiave per valutare il successo dell’attività di engagement sono una reportistica trasparente, risultati tangibili e votazioni costanti nei confronti delle società, finalizzate a influenzare dei cambiamenti.
Per il secondo anno consecutivo, le questioni ambientali si confermano la problematica più rilevante per gli investitori, i quali ritengono anche che i Governi e le aziende siano i due stakeholder maggiormente responsabili della mitigazione del cambiamento climatico. Questa dinamica si riflette anche nella continua fiducia degli investitori negli investimenti sostenibili. Solo il 12% di essi ha affermato di non investire su questi strumenti, una percentuale notevolmente più bassa del 19% di un anno fa. Il trend dovrebbe proseguire: il 68% degli investitori globali dichiara di aspettarsi che gli investimenti sostenibili diventino sempre più importanti nel corso dei prossimi cinque anni.
Ad alimentare questa attenzione sono la propensione degli investitori istituzionali ad allineare gli investimenti con i propri valori aziendali, la risposta alle pressioni normative e dell’industria, e la convinzione che gli investimenti sostenibili comportino rendimenti maggiori e rischi minori.
Tuttavia, stando allo studio, poiché gli investimenti sostenibili sono diventati una modalità di investimento sempre più diffusa, il greenwashing è emerso come una nuova sfida. Il 60% degli investitori ritiene che il greenwashing, legato alla mancanza di definizioni chiare e condivise sugli investimenti sostenibili, rappresenti l’ostacolo più significativo alle intenzioni di investimento sostenibile. Oltre alle sfide relative al greenwashing, quasi la metà degli investitori (48% vs 40% di un anno fa) afferma che la mancanza di trasparenza e di dati limiti la loro capacità di investire in modo sostenibile. Un dato incoraggiante riguarda invece i timori legati alla performance, in continua diminuzione. Poco meno della metà degli investitori (45%) cita queste preoccupazioni in relazione agli investimenti sostenibili, in calo dal 48% di un anno fa e dal 51% del 2018. Non solo: secondo il 55% degli investitori, dati che dimostrino che gli investimenti sostenibili generano rendimenti migliori li incoraggerebbero ad aumentare le allocazioni, un tema che è cresciuto di importanza negli ultimi tre anni, dal 49% dell’anno scorso e dal 34% del 2018.
"Gli investitori chiedono sempre di più agli asset manager in tema di sostenibilità, e tali richieste stanno diventando più sofisticate", ha affermato Andy Howard, Global Head of Sustainable Investments di Schroders. "Noi possiamo aiutare i clienti a orientarsi nel panorama degli investimenti sostenibili e supportarli nel raggiungimento dei loro obiettivi, tramite strumenti come SustainEx, oltre a promuovere un impatto positivo attraverso la nostra attività di engagement e di voto. Le prove che investimenti sostenibili e rendimenti solidi non si escludano a vicenda sono sempre più evidenti. Apprezziamo gli sforzi a livello regolamentare, volti a incoraggiare azioni concrete e aiutare a contrastare il greenwashing. Ciò dovrebbe incentivare un cambiamento reale e permettere agli investitori di prendere decisioni informate. Allo stesso tempo, è cruciale che anche asset manager e investitori non si sentano sopraffatti da queste crescenti richieste e informazioni sulla sostenibilità. Stiamo lavorando a stretto contatto con alcune iniziative nell’industria, i policymaker e le Autorità normative per trovare il giusto equilibrio”, ha evidenziato Howard, mentre Elly Irving, Head of Engagement di Schroders, ha aggiunto: “L’azionariato attivo è diventato più rilevante che mai. Gli investitori hanno il dovere di responsabilizzare le società e hanno l’opportunità di promuovere cambiamenti positivi. È per questo che Schroders si impegna così profondamente nell’azionariato attivo. Interagendo con le società e sfruttando i diritti di voto, possiamo incentivare cambiamenti sostenibili, al fine di rispondere meglio alle esigenze di investimento dei nostri clienti. Con un’integrazione vicina al 100% in tutti i nostri asset, l’engagement rappresenta ora un’attività prevalente nell’intera azienda”, ha concluso Irving.

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