L'AdEPP chiede al Governo un tavolo di trattativa
In merito alle delibere, approvate dalle Casse di previdenza, ma ancora in attesa della decisione dei Ministeri vigilanti
15/09/2020
Redazione MondoInstitutional
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"C’è chi attende il responso e chi, invece, ha già incassato il no dai Ministeri vigilanti. Le Casse di previdenza private, infatti, devono avere, per legge, il via libera dei Ministeri vigilanti anche per le delibere, approvate dalle proprie governance, che prevedono la messa in campo di aiuti agli iscritti colpiti dalla pandemia che ha travolto il nostro Paese", evidenzia in una nota l'AdEPP. La crisi economica e lavorativa derivata dai mesi di lockdown per il Covid19 non ha risparmiato i liberi professionisti, tanto che gli Enti aderenti ad AdEPP non solo hanno anticipato i bonus di marzo, aprile e maggio (e sono ancora in attesa dei rimborsi) ma hanno deciso di prevedere varie forme di sostegno, dalla sospensione dei contributi previdenziali all’accesso al credito per l’attività, nonché ulteriori finanziamenti oltre a quelli statali (l'Enpam ha deciso di erogare mille euro ai camici bianchi). Ma non solo. Molte hanno anche previsto un sostegno economico per chi si è ammalato di Covid19 o per chi, come la Casagit, vuole fare, per sicurezza, il tampone o il test sierologico.
Per Alberto Oliveti, presidente dell’AdEPP e dell’Enpam (Ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri), questa situazione deve essere subito affrontata: "Chiediamo al Governo di aprire un tavolo di trattativa sul tema degli aiuti. Il differimento dei pagamenti è una misura adottata da molti Enti privati in linea con gli aiuti che il Governo ha riservato ad altre categorie a causa degli effetti economici della pandemia. Bisogna trovare una linea comune, altrimenti si tramuterebbe in un provvedimento punitivo del Governo nei confronti del mondo dei professionisti", sottolinea Oliveti.
Tra i provvedimenti in sospeso, ad esempio, Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) è ancora in attesa del via libera del Mef e del Ministero del lavoro alla delibera che permetterà alla platea degli iscritti di usufruire di misure di rilancio dell’attività, pari a complessivi 100 milioni di euro. Anche l’Enpab (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Biologi), è in attesa del via libera per ben due provvedimenti. La prima delibera richiede una variazione di bilancio di 4,5 milioni e si concentra nella tutela dei redditi sopra i 50.000 euro, a fronte di un calo significativo del fatturato (il 50% da gennaio ad aprile), prevedendo una indennità una tantum di 1.000 euro. L'Enpab, inoltre, ha chiesto la possibilità di destinare risorse già stanziate ai pensionati attivi con prestazioni minime, notevolmente inferiori al minimo sociale.
L'Enpacl, invece, si è vista, rigettare il provvedimento con cui aveva stabilito dilazioni dei versamenti a sostegno dei colleghi in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria Covid19, poiché per il Mef e il Ministero del Lavoro la delibera potrebbe avere ripercussioni sul bilancio statale e sulla sostenibilità dell’Ente stesso. "Abbiamo spiegato che, con il risparmio previdenziale accumulato nel tempo dai nostri iscritti e con la nostra saggia gestione, non ci sarebbe stata alcuna ripercussione sulla sostenibilità dell’Ente in termini di copertura nel medio e lungo termine", ha sottolineato Alessandro Visparelli, presidente dell’Enpacl.
Altri Enti sono ancora in attesa della decisione dei Ministeri vigilanti. La nota dell'Adepp ricorda che a chiedere il rinvio dei contributi e la rateizzazione lunga fino al 2022 sono stati anche Cassa Forense per gli avvocati, Inarcassa per ingegneri ed architetti così come l’Enpav per i veterinari. La Cnpadc ha sospeso ogni forma di versamento obbligatorio fino al 31 ottobre 2020, mentre l’Enpam ha rinviato al 30 settembre i versamenti della Quota A e Quota B e il contributo del 2% da parte delle società accreditate con il Servizio sanitario nazionale.

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