Fondi pensione: i nuovi requisiti di professionalità
É stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 11 giugno 2020, n. 108
09/09/2020
Redazione MondoInstitutional
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Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 4 settembre 2020 il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 108 dell'11 giugno 2020, recante il "regolamento in materia di requisiti di professionalità e di onorabilità, di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, di situazioni impeditive e di cause di sospensione dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso le forme pensionistiche complementari".
Nel dettaglio, all'art. 1 viene riportato l'ambito di applicazione del decreto, che entrerà in vigore il 19 settembre 2020. Le disposizioni si applicano: a) al rappresentante legale, ai componenti dell’organo di amministrazione e dell’organo di controllo, nonché al direttore generale delle forme pensionistiche complementari dotate di soggettività giuridica; b) a coloro che svolgono le funzioni fondamentali di cui all’articolo 5-bis, comma 1, del Decreto n. 252 del 2005 nelle forme pensionistiche complementari dotate di soggettività giuridica, nonché alle persone esterne o ai soggetti delle entità esterne impiegati dalle medesime forme per svolgere le predette funzioni; c) ai responsabili dei Fondi pensione aperti di cui all’articolo 12 del decreto n. 252 del 2005 e delle forme pensionistiche individuali di cui all’articolo 13, comma 1, lettera b), del medesimo decreto; d) ai componenti dell’organismo di rappresentanza di cui all’articolo 5, comma 5, del decreto n. 252 del 2005; e) ai membri degli organismi, comunque denominati, di rappresentanza degli iscritti nelle forme pensionistiche complementari di cui all’articolo 20 del decreto n. 252 del 2005, costituite nell’ambito del patrimonio di una singola società o ente. L'art. 9 specifica che, per i soggetti in carica alla data di entrata in vigore del presente decreto, la mancanza dei requisiti di professionalità introdotti con il presente decreto e non previsti dalla normativa previgente non rileva per il mandato residuo.
L'art 2, invece, si occupa dei requisiti di professionalità dei componenti dell'organo di amministrazione o di controllo, dei rappresentanti legali, dei direttori generali e dei responsabili. Nel dettaglio, il comma 1 dell'art. 2 riporta che i componenti sono nominati secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato un'esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di: a) attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso forme pensionistiche complementari; b) attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso enti o imprese del settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo; c) attività professionali in materie attinenti al settore previdenziale, creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o comunque funzionali all'attività propria del fondo pensione; d) attività d'insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche o in altre materie comunque funzionali all'attività del settore previdenziale, creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo; e) funzioni di vertice, dirigenziali o direttive presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore previdenziale, creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo, ovvero, con esclusivo riferimento alle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto n. 252 del 2005, funzioni di vertice, dirigenziali o direttive, anche presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori, purché dette funzioni comportino la gestione o il controllo della gestione di risorse economico/finanziarie; f) funzioni di amministrazione, di indirizzo, di controllo  o di carattere direttivo presso enti previdenziali o altri  organismi con finalità previdenziali; g) attività di amministrazione, di controllo o di carattere direttivo presso imprese diverse da quelle indicate nella lettera b),ovvero funzioni di amministratore, di carattere direttivo o di partecipazione a organi collegiali presso enti ed organismi associativi, a carattere nazionale, di rappresentanza di categoria, comparto o area contrattuale, nonché a organismi e comitati di settore che svolgono funzioni similari nell'ambito della pubblica amministrazione, purché le persone in possesso delle predette esperienze professionali abbiano frequentato corsi di  formazione di cui all'articolo 3 in un periodo non antecedente a tre anni dalla nomina e conseguito l'attestazione prevista dall'articolo 3, comma 1,lettera d). Nel comma 2 del medesimo articolo viene riportato come "almeno la metà dei componenti l'organo di  amministrazione, nonché i componenti dell'organo di amministrazione ai quali siano conferite deleghe, devono possedere almeno uno dei requisiti di cui alle lettere da a) a f) del comma 1".
Per quanto riguarda le caratteristiche dei corsi professionalizzanti, l'art.3 stabilisce che la loro durata è pari ad almeno un anno e con un numero totale di ore di insegnamento non inferiore a 300.

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