Fondapi: la stagione di conquista dei fondi contrattuali
Per Mauro Bichelli, la previdenza complementare contrattuale deve fare da perno alla evoluzione verso la società del futuro
20/05/2020
Redazione MondoInstitutional
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L’incessante trasformazione alla quale siamo costretti, nella vita di tutti i giorni, in ufficio come in casa con i nostri cari, ci trascina verso una condizione necessaria: decidere da che parte stare. Mi riferisco un pò a tutto il microcosmo di affetti, necessità, relazioni che ruotano attorno all’esistenza di ogni individuo: di fronte ad un cataclisma come questo in cui il modo di lavorare, gli orari di attività, le modalità di fruizione di certi servizi utili o voluttuari potrebbero essere completamente trasformati è necessario fermarsi e decidere cosa risponde effettivamente ai nostri fini e cosa no. Non è possibile temporeggiare, perché il tempo è una risorsa improvvisamente cruciale: non decidere è sbagliato.
Dico questo perché mi pare giunto il momento di tracciare una separazione netta tra chi promuove la previdenza complementare con le mani strette saldamente a interminabili schiere di lavoratori e imprenditori in evidenti difficoltà per il domani e chi questo legame con i propri soci non l’ha costruito, in tutti questi anni (quasi 20 anni). Non l’ha costruito perché fa un altro mestiere: vende un prodotto. Buono o cattivo che sia ma pur sempre un prodotto. 
In questi anni dopo interminabili chiarimenti su prassi tecniche, soluzioni contrattuali, indicazioni procedurali con tanti responsabili amministrativi, consulenti del lavoro delle aziende di questo o quel distretto territoriale, al termine di tante assemblee con operai e impiegati, colloqui telefonici, precisazioni, il seme dovrebbe essere ormai piantato. Ora, dunque la voce dei Fondi Pensione come il nostro deve alzare il volume
La previdenza complementare contrattuale deve fare da perno alla evoluzione verso la società del futuro, definire gli obiettivi di lungo periodo del Fondo Pensione che incarnano il linguaggio della sostenibilità per le generazioni più giovani, le difende e ne valorizza le ambizioni ambientaliste per una società più equa e solidale. Deve chiedere alle aziende di tutelare il lavoro in azienda mediante il rispetto di protocolli sanitari e l’attenzione massima alla regolarità contributiva.
Ormai è possibile definire una profonda revisione della strategia di investimento che sottenda questi principi.  Ma non è finita qui. Dobbiamo essere “accanto” ai nostri lavoratori e alle nostre aziende; adesso più di sempre.  Dobbiamo accompagnare il lavoro nella nuova era che verrà perchè è già qui, alle porte. Dobbiamo tracciare la differenza, sempre di più
Lavoratori e aziende sono compagni di viaggio ai quali suggerire soluzioni durante la vita lavorativa, sottolineare vantaggi, opportunità, trasmettere sensibilità e attenzione, consapevolezza dei risultati da raggiungere. Dobbiamo essere capaci di parlare in video, come in chat, con gli incontri e con i mini-filmati formativi e nelle mense aziendali. Dobbiamo essere capaci di mettere in campo tutta la strumentazione possibile per essere partner delle aziende e degli operai del futuro, avviare un rinnovamento culturale del rapporto con la base. Questo nuovo vestito gli “altri” Fondi pensione non lo indosseranno mai.

A cura di Mauro Bichelli, direttore generale Fondapi (Fondo pensione complementare per i lavoratori delle piccole e medie imprese).

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