L'attuale scenario e le opportunità nel fixed income, secondo Invesco
Le view di Paul Jackson, Global Head of Asset Allocation Research, e Paul Syms, Head of EMEA ETF Fixed Income Product Management di Invesco
24/04/2020
Redazione MondoInstitutional
STAMPA

Nelle ultime settimane, panico e volatilità hanno contraddistinto i movimenti dei mercati finanziari. Ma cosa può potenzialmente interrompere questo circuito? Secondo Paul Jackson, Global Head of Asset Allocation Research di Invesco, sono tre gli eventi che potrebbero mettere fine al dilagare del panico, ovvero "la scoperta di un vaccino nei prossimi 12/18 mesi, il raggiungimento di un chiaro picco nei casi di contagio e di morti al di fuori della Cina per Covid19 e delle significative politiche di supporto" e, se sul fronte del primo evento bisogna attendere la scienza, per gli altri due si hanno già delle indicazioni.
Per Jackson, infatti, i dati quotidiani sulla diffusione del virus nel mondo sembrano mostrare un rallentamento, anche se restano preoccupazioni soprattutto per l'America e l'Africa, mentre sul fronte delle politiche messe in campo dalle Authority globali, l'esperto è positivo: "Le Banche Centrali si sono già dimostrate molto attive nel reagire e nell'intraprende azioni di supporto estremamente importanti, vale a dire misure dirette a fornire liquidità al sistema finanziario ed economico ma anche a modificare le regolamentazioni esistenti per agevolare i finanziamenti all'economia". I bilanci delle Banche Centrali, secondo Invesco, continueranno a espandersi fino al 2021 e, data la tradizionale correlazione positiva tra le azioni attuate dalle Authority e i rendimenti degli asset, è probabile che assisteremo a un incremento delle performance di più asset class già nel corso delle prossime settimane. "La situazione economica non è per niente positiva, ma le Banche Centrali stanno agendo efficacemente", evidenzia Jackson, che poi spiega come "nel nostro miglior scenario, il Pil mondiale crescerà quest'anno del 2,3%, mentre in quello peggiore calerà del 3,4%". In questa seconda ipotesi, "il ritorno alla normalità richiederà più tempo, verosimilmente come accaduto durante la Grande Depressione". Secondo Jackson, alcuni mercati stanno riflettendo il possibile scenario peggiore, come quello del petrolio.
"I mercati azionari, invece, mostrano un CAPE (Cycliccaly Adjusted Price/Earnings) inferiore al solito, ad eccezione degli Usa che, quindi, non sono ancora eccessivamente negativi circa le prospettive dell'economia", afferma Jackson che poi, guardando a tutte le asset class, nota come oggi i rendimenti siano inferiori alle medie storiche e vicine allo zero per tutte le componenti cash e obbligazionarie, ad accezione dei bond governativi e corporate investment grade emergenti e dei titoli high yield. Alla luce di tali dati, "il clima è quindi particolarmente sfidante per gli investitori obbligazionari a caccia di rendimento", commenta Jackson, che poi aggiunge: "Gli spread hanno raggiunto i livelli della crisi finanziaria, cioè si sono ristretti per gli asset obbligazionari più rischiosi, dagli high yield Usa ai titoli governativi emergenti in hard currency, mentre quelli nel credito corporate Usa non sembrano abbastanza ampi".
In questo momento, Jackson afferma che la società sta ribilanciando il rischio e il rendimento costantemente nelle proprie soluzioni d'investimento, in modo che restino sempre aggiornate con la situazione economica e finanziaria in evoluzione. "Le previsioni del nostro migliore e peggiore scenario sono molto diverse, stiamo quindi puntando su asset all weather, ovvero adatti a entrambe le situazioni", invitando poi alla cautela nell'investire nel segmento high yield perchè "non sono sicuro che le Banche Centrali saranno in grado di proteggere tali titoli nello scenario peggiore" e indicando una preferenza nel breve periodo per i Paesi sviluppati "più protetti delle iniziative delle Banche Centrali, anche se nel lungo periodo saranno gli emergenti a offrire i rendimenti maggiori". In conclusione, Jackson esprime una netta preferenza nell'ambito fixed income per i titoli corporate investment grade che "offrono la miglior combinazione di rischio/rendimento e diversificazione".
In linea con la view del Global Head of Asset Allocation Research è anche quella di Paul Syms, Head of EMEA ETF Fixed Income Product Management di Invesco. Syms evidenzia come "gli asset più rischiosi abbiano performato meglio negli ultimi 5 anni, ma abbiano sofferto il peggior drawdown nel momento della crisi" e che comunque ora "la politica della Fed sembra aver calmato i mercati con un significativo rimbalzo degli stessi asset".
Nell'ambito obbligazionario, Syms sottolinea come i Treusury trentennali abbiano toccato il loro minimo storico e come gli spread nel credito siano cresciuti velocemente nel corso della recente crisi, per poi ridursi immediatamente a seguito dell'intervento delle Banche Centrali. In particolare, nell'investment grade, "negli ultimi 45 anni gli spread si erano ampliati così tanto solo durante la crisi finanziaria. Il recente allargamento è stato già ridotto di circa 170 punti base dall'intervento della Fed", sottolinea Syms che, riguardo alle misure dell'Authority Usa aggiunge: "Post Lehman, la Fed aveva esteso il suo bilancio di 1.300 miliardi di dollari in 3 mesi. Nella crisi attuale lo ha fatto per oltre 2.000 miliardi dollari in appena 1 mese".
Per Syms gli spread dei titoli obbligazionari investment grade sono quasi tornati ai loro valori di lungo periodo mentre quelli degli high yield "sono rimbalzati ma restano ancora relativamente ampi". Ma se la politica della Fed ha determinato un rally nel credito, i tassi di pareggio dell'inflazione restano bassi: "Le aspettative negli Stati Uniti sono negative mentre nell'area euro l'inflazione resterà molto bassa ancora per un lungo periodo", evidenzia Syms, che poi conclude osservando come si sono mossi gli investitori nelle ultime settimane nel fixed income: "Emerging market debt, european investment grade e high yield hanno vissuto le vendite più pesanti. I flussi restano positivi per i titoli Usa investment grade, mentre sono già rimbalzati per gli investment grade europei".

© 2020 MondoInstitutional - Riproduzione riservata
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter periodica, sarai costantemente aggiornato sul mondo degli Investitori Istituzionali. L’iscrizione è gratuita!
Per visualizzare l'Informativa Privacy, cliccare qui

-->