Investitori istituzionali italiani: quali sfide durante la tempesta Covid19?, a cura di T.Rowe Price
Il difficile contesto, sia economico che finanziario, sta mettendo a dura prova il mondo degli investitori istituzionali. L'opinione di Fabrizio Mazzucato, head of Institutionals di T.Rowe Price Italy
22/04/2020
Redazione MondoInstitutional
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Il difficile contesto, sia economico che finanziario, sta mettendo a dura prova il mondo degli investitori istituzionali. L’italia, in particolare, sta pagando un conto molto alto per via delle misure restrittive imposte sin da subito. Allo stesso tempo, l’attuale situazione pone importanti sfide all’industria del risparmio gestito, che in queste settimane è chiamata ad una maggior attenzione al dialogo con i propri clienti. Ciò implica una maggior velocità di risposta e di trasparenza sulle scelte di investimento di breve, sui sottostanti e sulla percentuale di portafoglio potenziamente illiquido, fino alla gestione dei flussi di disinvestimento che non devono danneggiare chi rimane investito. Anche la comunicazione deve velocemente adattarsi nei tempi, nelle modalità e nei contenuti, recependo i feedback e le richieste del mercato di essere informati in maniera efficace, ma senza essere inondati da inviti a lunghi webinar, spesso in lingua inglese. 
In questo contesto che non ha precedenti le sfide sono molteplici. Ne parliamo con Fabrizio Mazzucato, head of Institutionals T.Rowe Price Italy.

Come stanno agendo gli investitori istituzionali?
La maggior parte degli investitori istituzionali ha un atteggiamento più attendista, monitora costantemente il mercato e l’evolversi della situazione, ma generalmente attende maggior visibilità sui possibili impatti della pandemia prima di prendere decisioni di riallocazioni. I movimenti delle ultime settimane sono stati più dettati da meccanismi legati al rischio di portafoglio (budget di rischio, stop loss) che a vere scelte attive. Nelle prossime settimane si faranno bilanci più ragionati sull’impatto della discesa dei mercati sui portafogli e le conseguenti decisioni”. Molta attenzione viene posta all’effettiva liquidabilità del portafoglio e nel caso di fondi e di strumenti di gestione si moltiplicano le richieste di avere informazioni puntuali e aggiornate da parte degli asset manager. 

Ci sono asset class sulle quali vedete maggior interesse?
Stiamo approfondendo con diversi clienti quali potrebbero essere le opportunità nel settore Fixed Income e in particolare corporate bond investment grade (che dovrebbero trarre i maggiori benefici dalle politiche delle Banche Centrali) e il settore high yield. Nelle ultime settimane, gli spread sui titoli high yield si sono allargati e in molti casi hanno raggiunto un record. Se si scompone l'high yield globale, Stati Uniti e Europa mostrano caratteristiche molto diverse. Il mercato high yield europeo per esempio ha una più bassa esposizione al settore energetico, che è stato colpito duramente dalla discesa dei prezzi del petrolio. Le differenze settoriali e nella qualità del credito determinano che i diversi mercati possano comportarsi in maniera molto differente.Un approccio attivo alla gestione può aiutare a ridurre i potenziali tassi di default evitando aziende e settori a maggior rischio di insolvenza.

Oltre agli aspetti strettamente legati al portafoglio, si devono fronteggiare anche problemi e difficoltà gestionali. Che impatto vede?
Dal momento che non sono più possibili gli incontri e le riunioni di persona è necessario predisporre meccanismi e modalità affinchè il processo decisionale non venga interrotto, gestire concretamente tali processi a distanza e tenere valida traccia delle decisioni prese: la maggior parte degli investitori istituzionali, non senza difficoltà, si è pero trovata pronta a far fronte a questa nuova organizzazione del lavoro. E’ stata anche un importante occasione per assicurarsi dell’effettiva tenuta, efficienza ed efficacia del Business Continuity Plan dei vari partners e gestori, per esempio per quanto riguarda i rapporti con le controparti coinvolte nei vari processi di investimento (custodian, broker, administrator). Nelle ultime settimane ci sono state giornate davvero molto difficili per traders e gestori che dovevavo gestire spread bid/ask molto ampi e spesso la conseguente illiquidità dei titoli. Probabilmente la situazione contingente di molti trading desk che lavoravano da remoto non ha fatto altro che esacerbare certe situazioni limite che abbiamo visto sui mercati.

Nello specifico quali le sue considerazioni Fondazioni bancarie e Casse di previdenza?
Le Fondazioni bancarie si trovano nella situazione in cui non possono fare affidamento, nella maggior parte dei casi, sul dividendo delle conferitarie nè su quello di eventuali titoli del settore assicurativo e finanziario detenuti direttamente. Il 27 marzo scorso la Banca d’Italia ha accolto l’invito della BCE di estendere anche alle banche meno significative le raccomandazioni relative a quelle significative e cioè di destinare gli utili al rafforzamento dei mezzi propri. Tale difficoltà, seppur momentanea, potrebbe aprire opportunità al mondo del risparmio gestito per offrire strumenti dedicati, gestiti attivamente e che tengano conto delle particolari situazioni di mercato.
Anche le Casse private si trovano di fronte ad una situazione particolarmente difficile e molte hanno deciso di sospendere i versamenti degli aderenti, avviare politiche di welfare dedicate, procedere ad erogazioni straordinarie (es L’Enpam verserà – con propri fondi – un’indennità a tutti i medici e odontoiatri che svolgono la libera professione e che hanno avuto un calo del reddito importante a causa del Covid-19), dare accesso al credito agevolato, estendere le  coperature assicurative. Tutto ciò comporterà minori entrate e  uscite straordinarie che dovranno essere gestite anche dal lato finanziario.

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