Fondoposte: il 10% del comparto Bilanciato potrà essere investito in private market
Il fondo pensione complementare ha attuato la nuova politica d'investimento, definita a seguito di un'attenta verifica dell'Asset Allocation Strategica
04/10/2019
Redazione MondoInstitutional
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Dopo un’attenta verifica dell’Asset Allocation Strategica, Fondoposte ha apportato alcune novità ai comparti Garantito e Bilanciato e selezionato i nuovi gestori che, negli investimenti, dovranno anche rispettare criteri ESG. Inoltre, spiega Antonio Nardacci, Presidente di Fondoposte, “è stata prevista la possibilità di allocare una quota pari al 10% delle risorse del comparto Bilanciato in private market”. A tal fine, è in corso di definizione, con il supporto dell’advisor, l’Asset Allocation Strategica della componente illiquida.

Da inizio giugno è operativa la nuova politica d’investimento dei vostri comparti Bilanciato e Garantito. Quali novità avete introdotto?
Alla luce dell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da bassi tassi di interesse ed elevata incertezza, e degli scenari di rendimento atteso per i prossimi anni, il Consiglio di amministrazione di Fondoposte ha avviato, nel corso del 2018, una attività di verifica dell’Asset Allocation Strategica per individuare gli interventi di ottimizzazione e diversificazione degli investimenti. A tal fine Fondoposte, con il supporto dell’advisor, ha effettuato un’analisi integrata dell’attivo e del passivo (analisi ALM) al fine di definire una proposta di Asset Allocation Strategica maggiormente coerente con gli obiettivi previdenziali dei propri associati. In particolare, è stata effettuata, sulla base delle caratteristiche reddituali e socio demografiche della platea di riferimento, e della prevedibile evoluzione patrimoniale del fondo, un’analisi finalizzata a stimare i tassi di sostituzione per un campione rappresentativo degli aderenti ai comparti Garantito e Bilanciato. All’esito dell’analisi effettuata, si è rilevata la necessità di avviare una revisione della politica di investimento di entrambi i comparti al fine di ottimizzarne il profilo rischio/rendimento. Per quanto riguarda il Comparto Garantito, al fine di conseguire rendimenti maggiormente in linea con l’andamento del Tfr, è stato previsto, anche a fronte di una durata decennale della Convenzione di gestione, un incremento dell’esposizione alla componente azionaria (pari al 15%) e una più ampia diversificazione della componente obbligazionaria, prevedendo un maggior peso degli investimenti in titoli corporate. Oltre all’ottimizzazione del profilo rischio/rendimento il comparto Garantito è stato arricchito nelle garanzie offerte agli associati prevedendo, oltre ai casi di legge, la restituzione dei contributi versati anche nei casi di riscatto, R.I.T.A. e anticipazioni (ad eccezione di quelle per ulteriori esigenze). É importante evidenziare che il nuovo modello gestionale del comparto Garantito, che permette un’ampia diversificazione degli investimenti mantenendo al tempo stesso elevati livelli di garanzia, si basa su una gestione di tipo LDI che consente un allineamento costante del profilo di rischio degli investimenti agli impegni assunti dal gestore. Per quanto concerne, invece, il comparto Bilanciato sono stati effettuati interventi di ottimizzazione volti a migliorare complessivamente l’efficienza allocativa e incrementare la diversificazione dei fattori di rischio in portafoglio aumentando la quota azionaria (da 21% a 30%) e la diversificazione sulla componente obbligazionaria, prevedendo anche un’esposizione ai mercati emergenti e corporate high yield. Inoltre, il CdA ha previsto, con riferimento alla componente azionaria, un’allocazione strategica alle small cap italiane, ritenendo opportuno uno specifico posizionamento nei confronti delle aziende che presentano, nell’ambito dell’economia italiana, i migliori potenziali di crescita.

A chi è stata affidata la gestione delle risorse dei due comparti?
A seguito della definizione della nuova politica d’investimento di entrambi i comparti, il fondo ha avviato la procedura di selezione dei nuovi gestori finanziari. Dopo le valutazioni effettuate in merito agli aspetti qualitativi/quantitativi dei questionari, l’offerta economica e le audizioni tenute con i soggetti candidati, il fondo ha deliberato di affidare la gestione delle risorse del comparto Garantito a Generali Insurance Asset Management. Per quanto riguarda, invece, il comparto Bilanciato si è deciso di articolare i mandati in tre diverse tipologie: un mandato specializzato obbligazionario globale (20% del patrimonio) affidato a PIMCO, due mandati bilanciati obbligazionari (45% del patrimonio) affidati ad Anima ed HSBC e due mandati bilanciati azionari (35% del patrimonio) affidati a Eurizon e AXA.

IORP II pone l’accento anche sulla sostenibilità. Che ruolo hanno i fattori ESG nei vostri investimenti?
Nella definizione della politica di investimento, al fine di conseguire gli obiettivi attesi di rischio e rendimento, il fondo da sempre pone una forte attenzione all’integrazione degli aspetti ESG nella gestione finanziaria. In particolare, il Consiglio di Amministrazione nell’attuale procedura di selezione dei gestori finanziari ha valutato la capacità dei gestori stessi di integrare, nelle scelte di investimento, sia valutazioni di tipo economico/finanziario che di sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Nelle convenzioni di gestione è esplicitamente previsto che ciascun gestore, nell’ambito del processo di valutazione e selezione degli investimenti da effettuare, prenda in considerazione anche gli aspetti di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG) degli emittenti e fornisca un’apposita rendicontazione al fondo.

Tornando agli investimenti, state valutando anche d’investire in asset class meno tradizionali?
Nel definire la nuova politica di investimento del fondo è stata prevista la possibilità di allocare una quota pari al 10% delle risorse del comparto Bilanciato in private market con l’obiettivo di migliorare l’efficienza allocativa complessiva (diversificare i rischi e/o aumentare la redditività). Allo stato stiamo definendo con il supporto dell’advisor, l’asset allocation strategica della componente illiquida privilegiando, in un primo momento, l’investimento in private equity e private debt; in un secondo momento verranno considerati anche eventuali investimenti nel settore immobiliare.

L'intervista integrale è stata pubblicata su MondoInvestor nr. 187 di giugno 2019.

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